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Tonno Callipo Volley, Salimbeni: “Siamo noi stesse l’avversario da temere”

Palleggiatrice, alzatrice, regista che dir si voglia, quel ruolo è il motore di una squadra di pallavolo. E quello della Tonno Callipo è nelle mani fatate di Anna Salimbeni. Date una ricezione positiva alla fantasista fiorentina e lei vi farà stropicciare gli occhi, tanta è la precisione e l’accortezza nelle parabole che disegna in volo per mandare a punto le compagne in attacco.

Prima volta in C per la prossima 24enne Salimbeni, li compirà tra poco più di due settimane, Anna ha giocato tra B e A2, anche nella vicina Soverato. Pipe ben congegnate, palleggi rovesciati, palle spinte per i posti-4 o veloci per le centrali: variegato è il repertorio dell’ispirata Anna, abile nel servire la palla preferita dalle compagne. Al suo arrivo colpì quel ‘proclama’ per nulla irriverente semmai, a giudicare dalle 21 vittorie in altrettante gare ufficiali, alquanto realista: ‘vogliamo portare la Tonno Callipo in alto’… “Non sapevo bene – confida Anna – cosa aspettarmi da questo campionato, perché non vi avevo mai preso parte e perché non conoscevo bene la realtà regionale. Detto questo però, confermo di essere molto contenta di come sta andando avanti il nostro percorso e che faremo di tutto per continuare su questa strada. Ribadisco dunque quel ‘riportiamo la Tonno Callipo in alto’!”.

Sembra non abbiate avversari, qual è la maggiore insidia per voi?

“Non è vero che non abbiamo avversari anzi… il principale ‘avversario’ siamo proprio noi stesse. Dovremo affrontare le prossime gare con lo stesso impegno con cui ci alleniamo in palestra, cercando di tenere alta la concentrazione ed il nostro ritmo di gioco. In tutti gli sport esistono gli avversari, ma se non si è vittoriosi e sicuri con se stessi, difficilmente lo si può essere anche verso gli altri”.

Lo chiedo anche a te, hai mai giocato in una squadra così forte?

“Non mi sento di poter paragonare questa squadra ad altre in cui ho giocato, dato che il contesto è molto diverso. Posso sicuramente affermare però, che siamo una bellissima squadra, ben assortita non solo tecnicamente ma anche caratterialmente e questo è un aspetto fondamentale per far bene. L’unione nello spogliatoio è un punto di forza, sempre!”

Dopo sette mesi a Vibo raccontaci qualcosa di questa tua esperienza qui…

“Sinceramente non saprei cosa dire, visto che sono in palestra oppure a casa a studiare ingegneria biomedica. Certo ho trovato un ambiente accogliente, cordiale e festoso nonché serio, professionale, stimolante e con obiettivi importanti. Posso solo esprimermi con parole di gratitudine nei confronti della società, delle mie compagne di squadra, dei tifosi e di tutte le persone che ho conosciuto”.

Mercoledì, battendo Cosenza, è arrivato anche l’accesso alla Final Four: obiettivo vittoria pure lì?

“Siamo una squadra costruita per vincere e quindi è ovvio che il nostro obiettivo sia questo”.

Domani ospitate Gallina Reggio Calabria: gara agevole?

“Come diciamo sempre, ogni gara ha le sue insidie, noi dobbiamo essere brave a non sottovalutare qualsiasi avversario si presenti dall’altra parte della rete”.

Infine, divagando un po’, se non avessi giocato a pallavolo, quale sport avresti scelto? O magari un’altra professione?

“Prima di iniziare pallavolo praticavo danza classica, ma ad un certo punto ho detto basta ai tutù. Inizialmente chiesi ai miei genitori di trovarmi una squadra di basket e mio babbo disse che, mentre cercava una squadra di basket femminile, mi avrebbe iscritta ad una prova di pallavolo. E lo ha fatto nella società dove lui praticava calcio e pallavolo da ragazzo. Il risultato fu che rimasi folgorata e innamorata di questo sport…il resto lo sapete già…”.

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