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Biennale dello Stretto: prima giornata tra architettura, arte e spettacolo

Campo Calabro (RC). Ieri il Forte “Batteria Siacci” ha riaperto le porte per ufficializzare la prima edizione de La Biennale dello Stretto.

Architettura, arte, cinema musica e spettacolo hanno animato un luogo rimasto “invisibile” per più di un secolo, infatti il forte, costruito in trincea nel 1888 a difesa dello Stretto, non è mai stato utilizzato ai fini bellici e presto dimenticato e seppellito dal tempo e dalla vegetazione.

La Biennale è stata l’occasione per riportare in luce ambienti ricchi di fascino che in questi giorni hanno ripreso colore tra le calde luci del tramonto sullo Stretto e gli effetti cromatici delle installazioni artistiche.

L’evento di apertura ha avuto avvio con una giornata ricca di dibattiti e narrazioni incentrati sul tema principale della rassegna “Le tre linee d’acqua”.

La cerimonia di inaugurazione, aperta con i saluti istituzionali di Giusy Princi, Vicepresidente della Regione Calabria, ha acceso un vero e proprio confronto tra le istituzioni, i promotori e i curatori dell’evento, moderati dal giornalista Giorgio Tartaro.

Dopo i saluti di benvenuto di Rocco Alessandro Repaci, sindaco di Campo Calabro, la parola è passata al curatore Alfonso Femia che ha illustrato, con un excursus di immagini, l’esperienza di “Mediterranei Invisibili”. Femia ha spiegato che partire da un percorso durato quattro anni indica un approccio diverso rispetto alla contemporaneità che è quella di fagocitare tutto velocemente senza ascoltare, guardare, prendersi il tempo “Il prendersi il tempo nasce da Mediterranei Invisibili e, ancora prima, nel 2014 è stato anticipato alla Biennale di Venezia dove è stato introdotto il dialogo come strumento di progetto e il progetto come strumento di dialogo. Per noi è molto importante che questo tra i tanti atti avvenga in questo contesto”.

Riallacciandosi agli stessi concetti, la curatrice Francesca Moraci, ha posto l’accento sull’opportunità per una politica territoriale urbana “E’ vero che il tempo può essere istantaneo, lungo, infinito, ma noi abbiamo un tempo in cui dobbiamo rispondere con idee e progetti… abbiamo una visione del futuro che è separata dal presente, il futuro è un continuo presente, ormai il tempo del dibattito è superato, abbiamo un tempo del progetto, e se dovessi fare una riflessione su questo territorio direi che il nodo dello Stretto, che non è stato risolto mai, ha in questa occasione il tempo dell’opportunità, ha un progetto che nasce dalla possibilità di mettere assieme più pensieri…”.

Dopo aver ringraziato i presenti, in particolare i giovani studenti del Polo Tecnico Scientifico di Cosenza, Ilario Tassone, presidente OAPPC architetti Reggio Calabria, ha spiegato brevemente come è iniziato il percorso verso La Biennale, rimarcando che non si tratta di un evento straordinario in quanto “Nasce da un percorso lungo e l’obiettivo è far diventare questo evento nella cultura di tutti noi. Questo evento mette una lente d’ingrandimento sull’area dello Stretto, c’è un’attenzione, in questo momento, a livello nazionale se non internazionale su quello che stiamo facendo; quindi, c’è una grossa responsabilità e noi abbiamo un ruolo fondamentale. L’obiettivo è
andare al di là dell’individualismo, quindi al di là della città di Reggio o della città di Messina… stiamo ragionando di connessioni che creano relazioni, non semplici collegamenti e questo sta succedendo in questo luogo, con l’architettura, l’arte, le performance, lo spettacolo, la cultura, i progetti”, il presidente Tassone ha chiuso dicendo “Noi in questo progetto ci crediamo tanto e consideriamo di farlo diventare Laboratorio permanete sul territorio dove si possono innescare processi e ragionamenti in cui il sistema rete che abbiamo messo assieme diventi qualcosa di strutturale per portare avanti le eccellenze del nostro territorio con la consapevolezza che siamo il Sud d’Italia ma anche il centro del Mediterraneo”.

Dopo gli interventi dei partner tecnici, sono intervenuti i rappresentanti politici delle istituzioni, Carmelo Versace, Sindaco f.f. Città Metropolitana Reggio Calabria, Francesco Gallo, Vicesindaco Città Metropolitana di Messina e Paolo Brunetti, Sindaco f,f, del Comune di Reggio Calabria, che hanno espresso il loro entusiasmo e la loro disponibilità a continuare a sostenere questa importante occasione di fare rete.

Il palco degli ospiti ha accolto inoltre gli interventi di Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che si è complimentato con gli organizzatori per l’iniziativa rendendo la massima disponibilità dell’Istituzione accademica, e Anna Carulli, Presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo di Messina, già inserita nella partnership.

La cerimonia si è conclusa con gli interventi dello staff organizzativo de La Biennale, il cuore pulsante che ha operato costantemente dietro le quinte per far si che il sogno diventasse realtà. Sono intervenuti raccontando le personali esperienze, Mariangela Cama, del coordinamento generale, Salvatore Vermiglio, del comitato direttivo, Michelangelo Pugliese e Salvatore Greco, del comitato scientifico di Reggio e Francesco Messina, Gaetano Scarcella, Luciano Marabello, del comitato scientifico di Messina.

Alla cerimonia di presentazione del progetto è seguita una carrellata di eventi con prestigiosi ospiti di fama nazionale e internazionale, con i quali sono stati aperti interessanti confronti e dibattiti.
Il primo talk “Esperienze mediterranee” ha ospitato Marc Barani, architetto Grand Prix de France, Nizza, che, in dialogo con Alfonso Femia, ha illustrato con una serie di immagini, il territorio della Costa Azzurra, evidenziandone le potenzialità paesaggistiche e progettuali.

Nel pomeriggio è stata la volta del talk “Sguardi”, moderato da Alfonso Femia e Gaetano Scarcella con il fotografo Marco Introini, docente Politecnico di Milano, Veronica Nicolardi, direttrice di Cortona on the Move e il fotografo Cédric Dasaesson. Mentre il dibattito “La ricerca del cambiamento”, moderato dal giornalista Giuseppe Smorto, ha ospitato Livio De Luca, direttore Cnrs, Parigi, Francesco Cicione, fondatore Harmonic Innovation Hub, Catanzaro e Daniele Di Fausto, Founder Venture Thinking.

La rassegna si è conclusa con “Paesaggi Invisibili”, moderato da Emanuela Genovese, con ospiti il regista e produttore Stefano Savona e il montatore Cristiano Travaglioli, che hanno raccontato le loro esperienze professionali e il rapporto con l’invisibile nella prassi cinematografica.

Le attività di dibattito e confronto che hanno goduto della massima partecipazione di un pubblico non solo addetto ai lavori, si sono chiuse con la Proiezione del cortometraggio “Luisa è al mare”, vincitore del contest internazionale “Son of a Pitch”.

La serata è poi proseguita con la Festa d’Inaugurazione, nel corso della quale gli ospiti hanno
potuto gustare pietanze tipiche dell’area dello Stretto e seguire momenti di spettacolo e performance artistiche, con il Teatro in Biennale: Dialogo breve “Ho sognato di morire in guerra e Dio mi ha perdonato…”, adattamento da “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, con gli attori Antonio Greco e Davide Varone e subito dopo con l’intrattenimento musicale di Alessio Menconi Quartet.

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