Quando si parla di Templari, il pensiero corre subito alla Terrasanta, alle Crociate, ai grandi ordini cavallereschi e ai misteri che ancora oggi alimentano libri, studi e leggende. Più raramente si pensa alla Calabria. Eppure proprio la Calabria, nel Medioevo, fu una terra attraversata da uomini, idee, ordini religiosi e rotte che collegavano l’Occidente all’Oriente.
È questo il punto più interessante da cui partire per comprendere perché il tema dei Templari abbia ancora oggi un significato importante per il territorio calabrese. La Calabria non era semplicemente un margine geografico dell’Europa medievale. Era una terra di passaggio, di monasteri, di poteri normanni, di rapporti con Bisanzio e con il Mediterraneo orientale. In questo scenario si muovono anche figure e vicende che conducono verso il mondo delle Crociate.
Basti pensare al ruolo degli Altavilla. Boemondo, figlio di Roberto il Guiscardo, fu uno dei protagonisti della Prima Crociata e divenne principe di Antiochia. Questo significa che il Mezzogiorno e la Calabria erano inseriti direttamente dentro le grandi dinamiche politiche e militari del tempo. È quindi plausibile che, nei secoli successivi, anche gli ordini religiosi e cavallereschi abbiano trovato nel territorio calabrese punti di appoggio, relazioni e presenze, sebbene la documentazione sia spesso frammentaria e richieda prudenza.
Proprio questa prudenza rende il tema ancora più affascinante. Parlare di Templari in Calabria non significa trasformare ogni croce medievale in una prova templare. Significa piuttosto interrogarsi sulle connessioni, sulle influenze e sulle reti che rendevano la Calabria parte di una storia molto più ampia.
Ed è in questo contesto che acquista particolare valore la Croce di Pauciuri, uno dei reperti più suggestivi legati alla Calabria medievale. Una croce-reliquiario che apre interrogativi sul suo possessore, sul contesto religioso in cui fu utilizzata e sui rapporti tra monasteri, pellegrinaggi, Oriente cristiano e ambienti cavallereschi.
A questa vicenda è dedicato l’incontro di domenica 6 settembre alle ore 19.30 a Torre Sant’Antonio, Santa Caterina dello Ionio, nell’ambito della X edizione della rassegna “Uno Sguardo dalla Torre”.
Sarà presentato il libro di Giovanni Cristofalo, “La Croce di Pauciuri. L’ombra dell’Ordine di Sion e dei Templari in Calabria”. A dialogare con l’autore saranno la Dott.ssa Maria Antonietta De Francesco e il Prof. Giuseppe Pisano.
L’incontro sarà anche l’occasione per approfondire il monumento sepolcrale dell’abate Ursus a Malvito e per mettere a confronto dati storici, interpretazioni e ipotesi.
Il punto centrale, però, va oltre il fascino del mistero. La domanda più interessante è un’altra: quanto era davvero connessa la Calabria al grande mondo medievale?
Forse molto più di quanto siamo abituati a pensare.
E la Croce di Pauciuri, con la sua storia ancora in parte da ricostruire, può diventare il simbolo di una Calabria che non era ai margini, ma lungo le strade percorse da monaci, cavalieri, pellegrini e uomini diretti verso l’Oriente.
Domenica 6 settembre, ore 19.30
Torre Sant’Antonio – Santa Caterina dello Ionio (CZ)
