“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” - Gabriel Garcia Marquez
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Fine vita, le Donne Democratiche calabresi al fianco dell’Associazione Coscioni: il 30 ottobre il deposito delle firme in Consiglio regionale

Il prossimo 30 ottobre, presso la sede del Consiglio regionale della Calabria (Palazzo Campanella), si terrà il deposito ufficiale delle firme raccolte a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. A questo appuntamento prenderà parte attiva una delegazione della Conferenza regionale delle Donne Democratiche della Calabria, presente con convinzione al fianco di Marco Cappato, delle attiviste e degli attivisti dell’associazione.
La nostra adesione convinta a questa battaglia affonda le radici nei valori fondanti della democrazia: primo fra tutti, il principio irrinunciabile della laicità dello Stato e delle sue istituzioni. In una società aperta e plurale, la legge non può e non deve farsi interprete di un solo credo o trasformare visioni dogmatiche in obblighi per tutti. Compito di uno Stato autenticamente laico non è giudicare le scelte morali dei singoli, ma tutelare i diritti fondamentali, garantire l’autodeterminazione della persona e impedire che la sofferenza individuale resti ostaggio di veti ideologici.
È una battaglia che sentiamo nostra da tempo: come Donne Democratiche abbiamo accolto con determinazione questa proposta e ne abbiamo già dato ampia testimonianza nel dibattito politico alla Festa dell’Unità di Castrovillari. Sostenere questa legge significa dare voce alle migliaia di donne che, nel lavoro quotidiano e spesso invisibile di caregiver, accolgono sulle proprie spalle il dolore, la fatica e l’amarezza di familiari affetti da malattie terminali, senza speranza e gravati da sofferenze intollerabili. Conosciamo da vicino cosa significhi farsi carico di questo limite estremo: per questo pretendiamo che le istituzioni pubbliche agiscano con responsabilità laica e solidale, senza voltarsi altrove.
Riconosciamo pienamente la complessità del tema del fine vita, che tocca la coscienza intima di ciascuno, la fede, l’etica e gli affetti più profondi. Proprio perché nutriamo il massimo rispetto per ogni sensibilità, ribadiamo che una sanità pubblica equa deve potenziare le cure palliative, la terapia del dolore e il sostegno concreto alle famiglie. Al contempo, la laicità delle istituzioni impone di riconoscere che la libertà di coscienza appartiene al cittadino, non allo Stato.
La proposta di legge dell’Associazione Coscioni non impone nulla a nessuno né sminuisce la scelta di chi desidera lottare fino all’ultimo istante. Chiede, nel solco già tracciato dalla Corte Costituzionale, che il servizio sanitario pubblico assicuri tempi certi, percorsi trasparenti e piena dignità a chi, nel pieno possesso delle proprie facoltà, decida consapevolmente di porre fine a un calvario irreversibile.
Il 30 ottobre saremo a Palazzo Campanella per affermare che la Calabria può e deve essere terra di diritti, civiltà e rispetto laico della persona. Auspichiamo che il Consiglio regionale sappia affrontare questo passaggio con coraggio, libero da condizionamenti dottrinali, mettendo sempre al centro la dignità di chi soffre e la voce di chi ogni giorno se ne prende cura.
Conferenza regionale delle Donne Democratiche della Calabria

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