La battaglia politica sul bollo auto torna ad accendersi in Calabria. A intervenire è il presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto, che con un video pubblicato sui social replica alle critiche e alle rivendicazioni arrivate dal centrosinistra dopo il provvedimento approvato dal governo.
«Basta con tutte queste polemiche, ecco la verità sul bollo auto», esordisce Occhiuto, che sintetizza poi il suo ragionamento con una battuta: «Diamo a Giorgia quello che è di Giorgia, a Cetto la Qualunque quello che è di Cetto e a Silvio quello che è di Silvio».
Il riferimento a “Cetto” riporta direttamente alla campagna per le regionali calabresi del 2025. Pasquale Tridico, allora candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, aveva proposto un’esenzione dal bollo per i nuclei con Isee fino a 25mila euro e per importi della tassa fino a 250 euro. La proposta era stata criticata da Giorgia Meloni con un richiamo al personaggio di Cetto La Qualunque. Dopo la decisione del governo sul bollo, Tridico ha quindi ricordato quell’episodio e accusato la premier di aver cambiato posizione.
Occhiuto respinge però l’accostamento tra le due misure e difende la scelta dell’esecutivo. «Meloni aveva ragione», sostiene il governatore, perché «il bollo auto non può essere abolito da un presidente di Regione, per legge le Regioni non possono farlo. Il bollo può essere abolito soltanto dal governo».
Il presidente calabrese prosegue sottolineando il problema delle coperture finanziarie: «Le Regioni se potessero abolirlo creerebbero degli enormi buchi di bilancio nei loro conti. Giorgia Meloni ha abolito il bollo auto dando alle Regioni le risorse che prima incassavano attraverso questa tassa. Quindi grazie Giorgia perché hai fatto una cosa buona per i cittadini e anche per le Regioni».
Sul margine di intervento delle Regioni, tuttavia, il tema è stato oggetto di interpretazioni diverse nel confronto politico. La Corte costituzionale, nella sentenza 122 del 2019, ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di ampliare determinate esenzioni dalla tassa automobilistica entro i limiti fissati dalla legislazione statale. Tridico aveva già richiamato quella pronuncia nel giugno scorso contestando la ricostruzione di Occhiuto.
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri riguarda, a partire dal 2027, l’esenzione dal bollo per le auto di piccola e media potenza entro la soglia prevista dal decreto e per i motocicli, con una sola agevolazione per ciascun cittadino.
Per Occhiuto, però, il percorso dovrebbe proseguire. «Deve essere solo l’inizio – conclude – perché come dicevo a giugno il bollo auto va tolto per tutti i cittadini italiani perché è una odiosa patrimoniale».
Infine il richiamo a Silvio Berlusconi, al quale il presidente della Calabria attribuisce la precedente battaglia politica contro il tributo: «Ma chi aveva proposto questa abolizione prima che io ne parlassi e soprattutto prima che Giorgia Meloni la facesse? Il grande Silvio Berlusconi. Quindi mentre gli altri chiacchierano il centrodestra fa i fatti».
