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Governare il futuro, la sfida parte dall’energia. D’Agostino (Omnia): “E la Calabria può farne il suo punto di forza”

Non possiamo più pensare che le emergenze energetiche si possano affrontare aspettando che passi la crisi. Non se lo può permettere l’economia globale che basa tutto sull’energia e non se lo può permettere soprattutto la Calabria che sull’energia può fare il suo principale punto di forza. Guerre e rincari, blackout e reti sotto stress, nuovi consumi stanno dicendo la stessa cosa: l’energia è diventata il primo terreno sul quale si misura la capacità di un territorio di governare il proprio futuro. La nostra regione oggi ha le condizioni naturali, industriali e scientifiche per costruire una politica energetica regionale e candidarsi a diventare un esempio nel Mediterraneo. Non perché abbia soltanto sole, vento e mare, ma perché può trasformare queste risorse in autonomia, innovazione, lavoro, sicurezza e competitività.

 

PRODURRE ENERGIA NON BASTA SE IL VALORE NON RESTA SUL TERRITORIO

La Calabria produce più energia di quanta ne consuma, ma questo vantaggio può generare effetti ancora più importanti se diventa beneficio concreto per imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni. Per Omnia, la politica energetica regionale può partire da qui: usare l’energia per abbassare costi, attrarre investimenti, rafforzare il sistema produttivo e costruire nuove filiere. La vera svolta è passare dall’energia prodotta all’energia governata.

 

EFFICIENZA E INTELLIGENZA, LA TRANSIZIONE COMINCIA DAI CONSUMI

Uno dei punti centrali della proposta Omnia è il cambio di paradigma: prima di produrre di più, bisogna sprecare meno. Il termico, gli edifici, i processi industriali e la gestione quotidiana dei consumi rappresentano il margine più immediato di intervento. In questa direzione si inserisce Omnia Genius, il sistema sviluppato da Omnia con il contributo della ricerca calabrese e dell’Università della Calabria, capace di integrare building automation e Intelligenza Artificiale per monitorare, regolare e ottimizzare l’energia. La transizione non è soltanto tecnologia: è cultura dell’uso.

 

RETI, ACCUMULI E FOTOVOLTAICO: LA SICUREZZA PASSA DALLE INFRASTRUTTURE

La stessa visione che impone una nuova governance dell’energia sta anche alla base dei blackout che si sono verificati durante l’ultima estate, che hanno mostrato come il problema non sia solo quanta energia si produce, ma come viene distribuita, accumulata e resa disponibile nei momenti di maggiore domanda. Fotovoltaico e sistemi di accumulo possono alleggerire la rete e rendere più autonomi edifici, imprese e servizi pubblici, mentre il potenziamento di cabine, trasformatori e tratti più fragili può rendere la distribuzione più coerente con i nuovi consumi. Ecco perché – sottolinea l’imprenditore – la rete è la vera infrastruttura della transizione energetica.

 

MARE, DATA CENTER E INDUSTRIA: IL VANTAGGIO ENERGETICO APRE NUOVE FILIERE

Ma la Calabria può usare l’energia anche per attrarre funzioni nuove. I data center e l’Intelligenza Artificiale hanno bisogno di energia stabile, rinnovabile e governata. I porti possono diventare laboratori di decarbonizzazione, integrando elettrificazione delle banchine, accumuli e produzione da moto ondoso. Il mare, in questa prospettiva, non è solo paesaggio o turismo: è una risorsa energetica e industriale. Qui il territorio regionale può proporre un modello mediterraneo originale, nel quale ambiente e sviluppo non si escludono, ma vengono governati insieme.

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