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Bollo auto, Bruno e Scutellà rilanciano la proposta di Tridico: “Il centrodestra oggi cambia posizione”

L’esenzione dal bollo auto annunciata dal governo per il 2027 riporta il confronto politico nazionale direttamente in Calabria. Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, ed Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, richiamano infatti la proposta avanzata da Pasquale Tridico durante la campagna per le Regionali del 2025 e accusano il centrodestra di avere cambiato posizione.

«Pasquale Tridico aveva ragione: abolire il bollo auto non era una proposta folle o populista, ma una misura concreta per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. Oggi lo riconosce, con i fatti, proprio quel centrodestra che aveva deriso e attaccato la sua proposta», sostengono Bruno e Scutellà.

Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo per le automobili fino a 80 kW e per i motocicli, con il beneficio riconosciuto su un solo veicolo per cittadino. La platea indicata è di circa 14,5 milioni di mezzi e comprende oltre il 70% delle auto in circolazione. Il governo ha manifestato inoltre l’intenzione di provare a rendere successivamente strutturale la misura.

«Se sarà confermata e adeguatamente finanziata, non potremo che accoglierla positivamente», affermano i due esponenti dell’opposizione regionale, che chiedono però al centrodestra di riconoscere il precedente rappresentato dalla proposta formulata da Tridico.

Durante la campagna elettorale calabrese, l’allora candidato del campo progressista aveva proposto un intervento più circoscritto rispetto alla misura nazionale: sospendere il pagamento del bollo in Calabria per i nuclei con Isee fino a 25mila euro e per importi della tassa non superiori a 250 euro. Tridico aveva collegato la misura alle condizioni della viabilità e dei servizi di trasporto regionali.

Bruno e Scutellà ricordano anche le critiche arrivate all’epoca dal centrodestra. «Tridico venne descritto come un visionario lontano dalla realtà, quasi un irresponsabile. Oggi è lo stesso centrodestra nazionale a rivendicare l’abolizione del bollo come una risposta concreta alle esigenze delle famiglie», sostengono.

Nel dicembre 2025 anche Giorgia Meloni era intervenuta sulla proposta durante Atreju. Parlando delle promesse avanzate dal centrosinistra nelle campagne per le elezioni regionali, la presidente del Consiglio aveva citato «l’abolizione del bollo auto» proposta da Tridico in Calabria, aggiungendo: «Cetto La Qualunque in confronto è Ottone di Bismarck».

«Oggi è proprio il suo governo ad annunciare quella misura come una conquista», osservano Bruno e Scutellà, secondo i quali «la coerenza imporrebbe almeno di riconoscere che quell’idea, allora ridicolizzata, era tutt’altro che folle».

Nella polemica viene chiamato in causa anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Nel giugno scorso, in un’intervista al Messaggero, il governatore aveva proposto di intervenire sul bollo a livello nazionale. Nella stessa occasione aveva ricordato di avere criticato Tridico durante le Regionali, sostenendo però che quella proposta gli avesse fatto maturare l’idea di un intervento esteso all’intero Paese. «Mi ha fatto pensare che è una norma da proporre a livello nazionale», aveva dichiarato Occhiuto.

Per Bruno e Scutellà si tratta invece di «una conversione tardiva, ma certamente indicativa della validità della proposta iniziale».

Le due misure richiamate nel confronto politico non sono comunque identiche: quella presentata da Tridico riguardava una fascia di contribuenti calabresi individuata sulla base dell’Isee e dell’importo del bollo, mentre il provvedimento nazionale approvato dal governo per il 2027 utilizza principalmente la potenza del veicolo come criterio per l’esenzione.

«Non rivendichiamo primogeniture per puro spirito di parte – concludono Bruno e Scutellà – ma pretendiamo rispetto per le proposte che mirano ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie».

I due consiglieri riportano infine la questione sulle condizioni della mobilità regionale: «In Calabria l’automobile non è un lusso, ma spesso una necessità, soprattutto a causa delle carenze del trasporto pubblico e delle difficoltà dei collegamenti interni».

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