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Grazie elezioni suppletive, che ci ricordate quanto sia inadeguata la politica calabrese

di Claudio Cordova – Con un candidato calato dall’alto e un fronte interno che definire, oggi, disgregato, è un eufemismo, persino il centrosinistra può provare a sperare di spuntarla. Nella giornata di oggi saranno ratificate tutte le candidature per le elezioni suppletive che, alla fine di settembre, porteranno a eleggere il rappresentante del collegio uninominale della provincia di Reggio Calabria, successore del deputato Francesco Cannizzaro, dimessosi dopo essere diventato sindaco della città dello Stretto.

Chi ne esce a pezzi è il centrodestra.

Innanzitutto, con la propria scelta di candidare il semisconosciuto avvocato Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e ben accreditato negli ambienti romani del partito azzurro. Una scelta che, ancora una volta, trasforma il territorio calabrese – e segnatamente la provincia di Reggio Calabria – nel solito feudo dei padroni del Palazzo.

Una sconfitta politica.

Innanzitutto per il plenipotenziario di Forza Italia, proprio Francesco Cannizzaro che, da anni, decide sostanzialmente tutto quello che accade tra gli azzurri e che avrebbe gradito un candidato del territorio, ovviamente sua espressione, per l’ennesima dimostrazione muscolare di forza elettorale.

Ora Cannizzaro si trova di fronte a un bivio.

Supportare Roscioli e dimostrare, ancora una volta, che persino un candidato che nulla c’entra con la Calabria, messo nelle sue mani possa diventare un cavallo vincente. Viceversa, “giocare a perdere”, per punire in un certo senso il leader nazionale, Antonio Tajani, rendendo palese che, in Calabria, e soprattutto in una parte di essa, in questa fase storica, non si muova foglia, senza la sua approvazione.

Già così, per il centrodestra non sarebbe stato facile.

Ma, evidentemente, la notizia delle ultime ore, che spacca lo schieramento, scatenando le reazioni isteriche dello stesso Cannizzaro, ma anche del governatore Roberto Occhiuto, è lo smacco di Futuro Nazionale, che candida alle Suppletive il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, Domenico Giannetta. Una mossa che sa tanto anche di ripicca del generale Roberto Vannacci proprio nei confronti di Occhiuto, tra i più critici, in questi mesi, rispetto alle posizioni dell’uomo nuovo della (estrema) destra italiana.

Dal canto suo, lo stesso Giannetta, politico di lungo corso, con una messe di voti importante, nella Piana di Gioia Tauro, ma non solo, ne esce malissimo. Dando per dato acquisito e scontato il fatto di poter cambiare partito (e persino schieramento) quando maggiormente aggrada, Giannetta si è guardato bene dal dimettersi, in queste settimane, ma anche giorni, dal ruolo di capogruppo FI a Palazzo Campanella, uscendo con un lungo e strappalacrime comunicato stampa solo quando la polemica imperversava.

Una scelta che, a ben vedere, comunque, appare tutt’altro che un fulmine a ciel sereno nel cielo raccontato come blu dipinto di blu del centrodestra reggino. Non ci si può dimenticare, solo per fare l’esempio più visibile, l’esclusione dalle ultime Amministrative di Reggio Calabria, della lista “Ogni giorno Calabria”, che era espressione proprio di Giannetta, per un errore piuttosto goffo e maldestro, soprattutto per chi fa politica da una vita, ossia il superamento del limite consentito di sottoscrizioni, ovvero la presenza di 28 firme in più rispetto al numero massimo consentito.

Insomma, il centrodestra, che viene dalle schiaccianti vittorie di Occhiuto alla Regione e Cannizzaro al Comune di Reggio Calabria, arriva alle Suppletive di fine settembre nel peggiore dei modi.

Ma, seppur in forma mitigata, rispetto a questo campionario di inadeguatezza e di tornaconto politico, nel (consueto) panorama degli orrori della politica calabrese, non può mancare il centrosinistra, con il Partito Democratico in testa.

Appare come un dato oggettivo che la candidatura unitaria del medico Frank Benedetto sia la più rispettabile, come percorso politico.

Ma è altresì un dato incontrovertibile come Benedetto, stimatissimo professionista, fuori da qualche anno dai circuiti politici, non sia sicuramente un “homo novus”, avendo ricoperto il ruolo di consigliere comunale di Reggio Calabria, per anni, nei ranghi del Pd, ed essendo stato ai vertici dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, proprio in quota centrosinistra.

E, come le dinamiche interne al centrodestra siano la cartina al tornasole di come, da quelle parti sia intesa la politica: ossia colonizzazione del territorio e convenienza partitica, anche la scelta del centrosinistra tradisce una incapacità a rinnovarsi, anche quando, nel migliore dei casi, l’elezione andrebbe a teletrasportare a Montecitorio solo per pochi mesi.

E, allora, le elezioni suppletive nella provincia di Reggio Calabria hanno comunque un merito. Quello di metterci ancora una volta di fronte alla dura realtà. Come quando ritorna un ex partner, che, alla prima occasione ci fa esclamare: “Mi ero dimenticato/a quanto cazzo facesse schifo”.

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