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Frodi sui carburanti, la Guardia di finanza intensifica i controlli: nel mirino anche la Calabria

Controlli rafforzati lungo tutta la filiera dei carburanti, con particolare attenzione alle frodi sulle accise e alla trasparenza dei prezzi. Tra le operazioni più significative concluse nei primi mesi del 2026 figura anche un’articolata indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro, che ha portato alla luce un sistema illecito con base nel Crotonese ed estensioni in diverse province della Calabria e del Veneto.

Nel quadro delle tensioni che continuano a interessare i mercati energetici internazionali, la Guardia di finanza ha intensificato l’attività di vigilanza nel settore dei carburanti, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’obiettivo è duplice: garantire la trasparenza del mercato e tutelare consumatori e imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando allo stesso tempo frodi, evasione delle accise e altri fenomeni illeciti in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi.

L’attività del Corpo, sviluppata lungo l’intera filiera distributiva, si è concentrata principalmente su due direttrici: da una parte il contrasto alle frodi sui prodotti energetici e ai fenomeni evasivi in materia di accise; dall’altra la verifica del rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa.

I numeri dei controlli

Nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026, i Reparti della Guardia di finanza hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, denunciando all’Autorità giudiziaria 265 soggetti.

Nel corso delle attività sono stati sottoposti a sequestro oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici, mentre i consumi in frode accertati hanno superato i 6,5 milioni di chilogrammi.

Particolare attenzione è stata riservata ai cosiddetti “designer fuels”, prodotti petroliferi fraudolentemente qualificati con denominazioni differenti per eludere gli obblighi fiscali, oltre che all’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi e al contrasto dei sistemi organizzati per la commercializzazione illecita di carburanti destinati a impieghi agevolati.

Sul fronte della trasparenza, nello stesso periodo sono stati eseguiti 3.428 interventi presso impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. Le irregolarità hanno riguardato, tra l’altro, la mancata esposizione dei prezzi e le difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati.

I controlli hanno interessato anche la catena di approvvigionamento, con l’approfondimento di oltre 400 contesti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore.

La Calabria al centro di una maxi-indagine

Tra le attività concluse nel periodo assume particolare rilievo quella condotta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro, che ha portato alla scoperta di un’associazione per delinquere operante nel Crotonese, con ramificazioni in diverse province della Calabria e del Veneto.

L’indagine è partita dall’analisi di anomali consumi di carburante agevolato da parte di alcune aziende agricole. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire un sistema basato sull’acquisto fraudolento di prodotti energetici beneficiando di accise e Iva agevolate.

Secondo quanto emerso dalle investigazioni, il meccanismo sarebbe stato alimentato attraverso la presentazione ad ARCEA, l’Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura, di documentazione falsa finalizzata ad attestare il fittizio esercizio di attività agricole caratterizzate da un elevato fabbisogno di carburante, come le cosiddette serre.

Attraverso questo sistema sarebbero stati ottenuti quantitativi di carburante agricolo a condizioni fiscali agevolate, che successivamente venivano ceduti a soggetti non aventi diritto, tra cui autotrasportatori e imprese di movimento terra.

Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di aggirare il regime fiscale previsto per il carburante agricolo, destinando invece il prodotto a utilizzi soggetti a una maggiore imposizione.

L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 8 milioni di euro.

Sono inoltre stati deferiti all’Autorità giudiziaria 29 soggetti, per le ipotesi di reato contestate nell’ambito dell’indagine, tra cui la sottrazione all’accertamento o al pagamento delle accise sui prodotti energetici, l’associazione per delinquere e l’emissione di fatture o altri documenti relativi a operazioni inesistenti.

Un fenomeno che attraversa la filiera

Il caso calabrese si inserisce in un quadro nazionale nel quale la Guardia di finanza ha individuato diversi sistemi fraudolenti, accomunati dall’utilizzo illecito di prodotti energetici soggetti a regimi fiscali agevolati o dalla loro commercializzazione al di fuori dei canali autorizzati.

Le attività hanno portato alla scoperta di depositi clandestini, distributori abusivi, carburanti immessi sul mercato con denominazioni fittizie e sistemi organizzati per sottrarre prodotti al pagamento delle accise.

Tra le operazioni concluse figurano interventi in diverse regioni italiane, dalla Puglia alla Sicilia, dalla Campania al Friuli-Venezia Giulia, fino alla Calabria.

In Sicilia, ad esempio, un’indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania ha consentito di individuare un duplice sistema di frode legato all’introduzione nel territorio nazionale di gasolio per autotrazione dichiarato fraudolentemente come “liquido bio anticorrosivo” e all’utilizzo di gasolio agricolo agevolato per impieghi soggetti a una maggiore accisa.

Prezzi alla pompa e tutela dei consumatori

Parallelamente alla lotta alle frodi fiscali, l’attenzione della Guardia di finanza è rivolta alla corretta informazione dei consumatori.

I controlli sulla rete di distribuzione mirano infatti a verificare che i prezzi siano correttamente esposti e che quanto comunicato corrisponda effettivamente a quanto praticato alla pompa.

Un presidio particolarmente importante in una fase caratterizzata da forti oscillazioni dei mercati energetici, nella quale la trasparenza dei prezzi rappresenta un elemento essenziale per garantire una corretta concorrenza e tutelare cittadini e imprese.

In Calabria riflettori puntati sulle frodi al carburante agricolo

L’indagine condotta dal Nucleo PEF di Catanzaro evidenzia, in particolare, la vulnerabilità del sistema dei carburanti agricoli alle frodi.

Il regime agevolato previsto per determinate attività agricole può infatti diventare, in presenza di condotte illecite, lo strumento attraverso il quale ottenere prodotto a condizioni fiscali più favorevoli per poi destinarlo ad attività che non ne avrebbero diritto.

Nel caso ricostruito dagli investigatori in Calabria, proprio l’analisi dei consumi anomali ha consentito di individuare le incongruenze e di risalire al presunto sistema fraudolento.

L’operazione dimostra quindi l’importanza dei controlli incrociati e dell’analisi dei dati lungo l’intera filiera: dalle aziende che richiedono il carburante agevolato fino ai soggetti che lo acquistano e lo utilizzano.

L’azione della Guardia di finanza prosegue dunque anche in Calabria attraverso un dispositivo di controllo economico-finanziario volto a tutelare il mercato, gli operatori regolari e i consumatori, contrastando quei fenomeni che, oltre a determinare un danno per l’Erario, rischiano di creare condizioni di concorrenza sleale.

In un settore strategico come quello dei carburanti, la trasparenza dei prezzi e il rispetto delle regole fiscali diventano così due facce della stessa esigenza: garantire un mercato più corretto e tutelare chi opera e acquista nel rispetto della legge.

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