È atteso per giovedì 6 agosto il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo alcune indiscrezioni, il parere potrebbe arrivare in forma favorevole ma con numerose prescrizioni. Una formula già utilizzata in passato, ma che secondo alcuni osservatori tecnici potrebbe non essere sufficiente qualora le prescrizioni riguardassero aspetti fondamentali ancora irrisolti.
Tra le principali criticità sollevate viene indicata la questione geologica relativa alla presenza di una faglia attiva nell’area in cui dovrebbe essere realizzato il pilone sul versante calabrese. Secondo le linee guida tecniche richiamate, non sarebbe possibile collocare una struttura di dimensioni eccezionali, come una torre del peso stimato di circa 500 mila tonnellate, in prossimità di una faglia attiva senza adeguati approfondimenti e verifiche.
Un altro punto riguarda l’altezza del ponte rispetto al livello del mare. Il progetto prevede un franco navigabile di 65 metri, ma tale valore sarebbe stato calcolato in condizioni considerate particolarmente favorevoli: traffico stradale ridotto, presenza di soli semirimorchi, temperatura esterna di 20 gradi, assenza di vento e condizioni marine calme. Secondo i rilievi critici, applicando parametri tecnici ordinari, l’altezza effettiva disponibile potrebbe ridursi sensibilmente, con possibili conseguenze sulla piena operatività del collegamento.
Il timore evidenziato è che il passaggio di navi con altezza superiore rispetto al franco disponibile possa comportare limitazioni alla circolazione ferroviaria, in contrasto con l’obiettivo dichiarato di garantire un’infrastruttura operativa 24 ore su 24 per tutto l’anno.
Dubbi vengono inoltre sollevati sulla capacità della struttura di dissipare le vibrazioni generate da vento, traffico e terremoti. Secondo le osservazioni tecniche, il progetto utilizzerebbe un coefficiente di smorzamento dello 0,5%, superiore ai valori indicati dalle norme di riferimento, che prevedono valori più bassi per strutture caratterizzate dalla presenza di grandi sistemi di funi.
Tra gli aspetti contestati anche le deformazioni dell’impalcato. Le analisi riportate nelle osservazioni indicano valori di rotazione superiori ai limiti previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 e dagli Eurocodici, con un superamento che, secondo i rilievi, sarebbe superiore a quattro volte rispetto ai parametri ammessi.
Infine viene richiamato il tema del flutter, cioè il fenomeno di instabilità aerodinamica che può provocare oscillazioni pericolose, come avvenuto nel caso del Tacoma Narrows Bridge negli Stati Uniti. Le verifiche in galleria del vento previste dal progetto avrebbero dovuto escludere fenomeni di instabilità fino a una velocità del vento di 54 metri al secondo, mentre alcune prove avrebbero evidenziato criticità già a velocità inferiori, intorno ai 50 metri al secondo.
Secondo i rilievi avanzati, tali elementi riguarderebbero aspetti strutturali e progettuali che non potrebbero essere rinviati alla fase esecutiva, perché eventuali modifiche potrebbero incidere sulla fattibilità stessa dell’opera.
Per questa ragione, i tecnici critici del progetto ritengono che il parere corretto dovrebbe essere almeno sospensivo, con la richiesta di ulteriori approfondimenti prima dell’approvazione definitiva.
