“L’ultima seduta del Consiglio comunale, con importanti temi all’ordine del giorno e caratterizzata da un ricco dibattito sulle condizioni non sempre ottimali della città, mi ha dato la possibilità di tornare sul tema del trasferimento di facoltà universitarie in centro, ricevendo dal sindaco, che ringrazio, la conferma che la disponibilità dell’Amministrazione a trovare soluzioni logistiche idonee rimane intatta.
Voglio qui ribadire, quindi, che ormai è tempo di giocare a carte scoperte. L’università deve, a mio parere, pronunciare una parola chiara: se cioè intende o meno contribuire a rivitalizzare il centro cittadino portandovi quelle facoltà umanistiche che, a differenza di medicina, non hanno bisogno di gravitare, come è giusto che sia, intorno al Policlinico.
Il Comune ha ribadito ancora una volta, per bocca del sindaco, che è disposto a mettere a disposizione gli spazi possibili. La stessa università ha appena completato le nuove residenze per studenti nell’ex scuola Chimirri, di fatto confinanti con quelle già realizzate dal Comune nell’ex scuola Cilea per gli studenti Erasmus. Entrambi gravitano intorno al centro storico e sarebbe naturale che residenza e didattica vivacizzassero, insieme, quella porzione di città. Tanto più che si annuncia a breve una vera e propria rivoluzione per la mobilità cittadina, che grazie alla metropolitana di superficie, opportunamente integrata con il trasporto pubblico su gomma e la funicolare, renderà ogni angolo di Catanzaro a portata di mano.
Le facoltà umanistiche in centro, francamente, non sembrano un’ipotesi campata per aria e godono di grande consenso nell’opinione pubblica. Ma se anche dovessero esservi ostacoli insormontabili, tutte le condizioni illustrate fin qui, a cominciare dalla disponibilità del Comune, potrebbero essere ben sfruttate dall’Ateneo per aumentare l’offerta formativa e dunque la sua attrattività per gli studenti calabresi e no. Il che, per l’università e per Catanzaro tutta, non sarebbe sicuramente un male.
Giocare a carte scoperte, dunque e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Noi come amministratori abbiamo fatto faremo la nostra parte e il nostro dovere, per far sì che i problemi vengano affrontati dalle Istituzioni, non aggirati e neppure delegati ai comitati spontanei che, con merito e per la scarsa responsabilità di altri, se ne fanno carico”.
Così, in una nota, il consigliere comunale Francesco Scarpino.
