L’ipotesi di abbassare la soglia della punibilità dei minori solleva forti perplessità da parte del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori ed ex Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria. Secondo Marziale, la misura proposta dal Governo rischia di produrre effetti negativi non solo sul piano giuridico, ma anche su quello culturale ed educativo.
“Il provvedimento del Governo volto ad abbassare la soglia della punibilità dei minori è una scelta culturalmente, prima ancora che giuridicamente, pericolosa”, afferma il sociologo, che invita a riflettere sulle conseguenze di un approccio fondato principalmente sulla repressione.
Per Marziale, intervenire in questa direzione significa attribuire ai ragazzi responsabilità tipiche dell’età adulta, trascurando invece la loro condizione di crescita. “Intervenire prevalentemente sul piano repressivo alimenta una visione distorta dell’infanzia e dell’adolescenza, contribuendo a rafforzare quel processo di adultizzazione dei minori che da tempo rappresenta una delle più serie criticità educative del nostro Paese. Ai ragazzi si finisce per attribuire una maturità da adulti quando si tratta di responsabilità penali, salvo poi riconoscerne la fragilità in tutti gli altri ambiti della crescita”, sostiene.
Il presidente dell’Osservatorio evidenzia inoltre quella che definisce una contraddizione presente nell’attuale impianto normativo, richiamando anche la disciplina relativa all’età del consenso sessuale. “L’abbassamento della soglia della punibilità finisce per fare il paio con una legislazione che fissa l’età del consenso sessuale a 14 anni e, in specifiche circostanze previste dalla legge, anche a 12 anni. Si tratta di disposizioni differenti sotto il profilo giuridico, ma accomunate da una medesima impostazione culturale, cioè quella di anticipare il riconoscimento di capacità e responsabilità proprie dell’età adulta, alimentando la percezione di un’adolescenza sempre meno bisognosa di tutela e sempre più assimilabile al mondo degli adulti”, aggiunge.
A sostegno della sua posizione, Marziale richiama gli studi sullo sviluppo evolutivo. “Le conoscenze scientifiche sullo sviluppo evolutivo dimostrano esattamente il contrario, vale a dire che l’adolescenza è una fase complessa, caratterizzata da una maturazione cognitiva, emotiva e relazionale ancora in corso. Per questo il legislatore dovrebbe rafforzare gli strumenti educativi e di prevenzione, non anticipare quelli sanzionatori”, osserva.
Il sociologo conclude rivolgendo un appello alla Conferenza nazionale dei Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza affinché esprima una posizione netta sul tema. “Mi auguro che i colleghi facciano sentire autorevolmente la propria voce su un tema tanto delicato. È urgente affermare con nettezza che la risposta ai fenomeni della devianza minorile non può essere la progressiva adultizzazione dei ragazzi, bensì il rafforzamento delle politiche educative, della prevenzione e della protezione dei minori. Su questi principi non possono esserci divisioni di sorta”, conclude.
