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Salvini a Reggio Calabria: “In guerra non si va per una passeggiata, servono responsabilità”

Il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è intervenuto a Reggio Calabria durante un’iniziativa pubblica, commentando le recenti vicende legate a missioni civili e contesti di conflitto internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Medio Oriente.

Salvini ha espresso una valutazione critica sul comportamento del ministro coinvolto, pur distinguendo il piano politico da quello operativo. “Il comportamento del ministro è stato sicuramente sbagliato”, ha affermato, aggiungendo però che chi decide di recarsi in aree belliche dovrebbe essere consapevole dei rischi reali.

“Se vai in una zona di guerra, non vai a fare una passeggiata in montagna”, ha dichiarato il vicepremier, sottolineando come, a suo avviso, alcune iniziative possano risultare poco efficaci rispetto all’obiettivo dichiarato di aiutare le popolazioni civili.

Nel suo intervento, Salvini ha sollevato anche un interrogativo sull’utilità concreta di determinate azioni in contesti di crisi. “La domanda però è: quanto sta aiutando i bambini di Gaza andare a cercarsi problemi in acque e in paesi che sono in guerra?”, ha detto.

Riferendosi poi a episodi di blocco di attivisti in aree di tensione, il leader leghista ha osservato che situazioni simili rientrano nel rischio proprio dei territori coinvolti da conflitti armati. “Perfetto, sono stati bloccati in acque internazionali da un paese che è in guerra”, ha affermato.

Salvini ha poi allargato il ragionamento ad altri scenari internazionali, citando anche il conflitto tra Russia e Ucraina. “Se qualcuno oggi volesse andare — siamo in democrazia — in Ucraina o in Russia, sa che va in un teatro di guerra”, ha detto, aggiungendo che “dove c’è la guerra purtroppo dei rischi ci sono”.

Il ministro ha ribadito che Israele si trova attualmente in una condizione di conflitto armato, e che questo elemento non può essere ignorato da chi sceglie di avvicinarsi a tali contesti. “Israele è in guerra e chi si lancia volontariamente verso uno Stato che è in guerra deve essere estremamente attento”, ha spiegato.

Infine, Salvini ha richiamato il principio della tutela dei cittadini italiani all’estero e il rispetto del diritto internazionale, ma ha anche criticato alcune iniziative di protesta internazionale. “Poi noi difendiamo i nostri connazionali ovunque siano, il diritto internazionale”, ha concluso, aggiungendo di temere che “ci sia qualcuno che va a cercarsi grane per creare problemi in Italia, a cui la causa palestinese interessa un fico secco”.

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