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Ci lascia Carlo Petrini

Dal 1986 l’impegno dell’Associazione e di Carlo Petrini è stato quello di mettere al centro la biodiversità nella sua complessità: non solo come varietà delle risorse genetiche, ma anche dei saperi, delle culture, delle lingue, delle tradizioni.

Da quella consapevolezza nacquero alcuni fra i progetti più importanti di Slow Food: i Presìdi innanzitutto, poi i Mercati della Terra, l’Alleanza Slow Food dei Cuochi, le Comunità del Cibo, le Reti tematiche, l’Università del Gusto di Pollenzo e più recentemente Slow Food Travel.

E finalmente nel 2022, grazie a Slow Food e altre Associazioni affini, la parola “biodiversità” e i suoi valori, entrano a comporre l’art. 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”

Oggi gli abitanti della TERRA (MADRE) perdono un uomo immenso, un intellettuale di rilievo internazionale il cui impegno sociale è ben spiegato dalle sue parole:

Il patrimonio di biodiversità da rispettare non è solo la biodiversità genetica, ma anche quella culturale. Ragion per cui la gastronomia di Paesi che noi consideriamo poveri, in realtà ha un grande valore. Del resto, anche noi, 150 fa, eravamo poveri. Eppure, allora, si gettavano le basi per tutti quei piatti che oggi fanno parte della nostra identità. Quindi, aver rispetto per questa biodiversità culturale ci fa capire quali potenzialità si nascondano nella gastronomia di tanti Paesi, per esprimere una cultura ancestrale”.

“Nutrirsi di biodiversità è legato a doppio filo alla salute nostra e degli ecosistemi. La biodiversità fornisce servizi ecosistemici essenziali, come l’impollinazione e la fertilità del suolo. Consente di produrre cibo che nutre senza depredare le risorse naturali o richiedere ingenti quantità di chimica in campo o antibiotici negli allevamenti.

Gli interessi della natura coincidono con i nostri. Difenderli a partire da ciò con cui quotidianamente scegliamo di nutrirci può essere il nostro contributo individuale per essere parte del piano di salvezza”.

 

Le sue capacità comunicative, l’originalità e la pregnanza del suo messaggio, realizzato attraverso i progetti Slow Food in tutto il mondo, hanno suscitato l’interesse di opinion leader e media internazionali. Tra i tantissimi riconoscimenti, nel 2004 è stato nominato Eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l’unico italiano incluso nella lista delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo, stilata dal prestigioso quotidiano britannico The Guardian.

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