Il Partito Liberale Italiano – Calabria interviene con forza sulla gravissima situazione
che sta colpendo il comparto agricolo regionale, condividendo pienamente l’allarme
lanciato dalle cooperative olivicole calabresi sulla crisi dell’olivicoltura e sulla
necessità di interventi immediati a tutela delle aziende agricole e della filiera dell’olio
extravergine di oliva.
Ma accanto alla crisi economica e produttiva, emerge un’altra emergenza troppo
spesso ignorata dalla politica regionale e dagli enti locali: lo stato disastroso delle
strade comunali rurali e interpoderali che conducono ai terreni agricoli.
A denunciarlo è il Commissario Regionale del PLI Calabria, Giuseppe Gullo, che
raccoglie quotidianamente le segnalazioni di decine di agricoltori esasperati.
“Non basta parlare di sostegni economici e di rilancio dell’olio di Calabria IGP se poi
gli agricoltori vengono lasciati soli ad affrontare strade ridotte a mulattiere. In molte
aree agricole della Calabria, raggiungere i propri terreni è diventato un percorso ad
ostacoli che provoca continui danni ai mezzi agricoli, ai rimorchi e mette persino a
rischio la sicurezza degli operatori”.
“È inaccettabile – prosegue Gullo – che una Regione come la Calabria, storicamente
terra di olio d’oliva e vigneti, debba assistere all’abbandono totale delle infrastrutture
rurali. Gli agricoltori sono stanchi di promesse, passerelle e tavoli tecnici
inconcludenti. Qui si rischia davvero il collasso del comparto e una pericolosa
esasperazione sociale”.
Il PLI Calabria chiede con urgenza:
un piano straordinario regionale per la manutenzione immediata delle strade rurali e
agricole;
interventi concreti per salvaguardare le imprese agricole e i produttori olivicoli;
il rilancio reale della certificazione Olio di Calabria IGP come marchio identitario e
competitivo sui mercati;
un confronto immediato tra Regione Calabria, associazioni di categoria e
rappresentanti del comparto agricolo
“Se la politica continuerà a ignorare il grido d’allarme delle campagne calabresi –
conclude Giuseppe Gullo – sarà corresponsabile della morte economica di interi
territori produttivi. Gli agricoltori non chiedono privilegi: chiedono dignità,
infrastrutture e il diritto di poter lavorare senza essere abbandonati dallo Stato e
dagli enti locali”.
