Si va avanti con l’iter di approvazione dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria e ci si avvicina alla conclusione del percorso giudiziario italiano in seguito alla raffica di ricorsi che da gennaio 2025 affliggono e rallentano la conclusione del percorso di ottenimento del marchio di qualità. All’udienza dell’8 aprile 2026 del TAR LAZIO si è discusso in merito alla richiesta di “tutela cautelare” urgente per sospendere l’iter dell’IGP e i provvedimenti di approvazione definitiva adottati dal Ministero dell’Agricoltura e l’iter istruttorio finale in atto a Bruxelles dal 6 febbraio scorso. Di fatto il giudice non ha ritenuto di accogliere la richiesta di sospensione cautelare invocata dai ricorrenti Pizzi per il Consorzio della Dop Olio essenziale Bergamotto di Reggio Calabria e da Foti per la ditta F.lli Foti società agricola sas e ha deciso di fissare direttamente l’udienza definitiva di merito del contenzioso in essere al prossimo 22 settembre 2026. Un ulteriore punto a favore del Comitato Promotore IGP difeso dall’avv. Angelica Commisso e a favore del Ministero dell’Agricoltura difeso dall’Avvocatura dello Stato: vista l’ordinanza del tribunale che non accoglie l’impugnazione dei provvedimenti di approvazione dell’IGP, si conferma la legittimità e la correttezza dell’intero percorso amministrativo intrapreso e concluso. Per l’agronomo Rosario Previtera, presidente del Comitato promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP “il dato più importante che emerge dal pronunciamento del TAR Lazio all’udienza dell’8 aprile è la conferma della piena efficacia dei provvedimenti di riconoscimento dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria che, dunque, proseguiranno il loro regolare iter di approvazione innanzi alle competenti autorità della Unione Europea. Ciò consolida ulteriormente la fiducia dei bergamotticoltori reggini e delle centinaia di aziende aderenti al Comitato Promotore nella giusta conclusione dell’iter di riconoscimento del marchio, nonostante l’anacronistico accanimento giudiziario che sta determinando danni immensi a tutta la filiera”. L’eurodeputato Denis Nesci ribadisce in merito, quanto dichiarato in altre occasioni:”Tre anni fa ho deciso di sostenere questo progetto, consapevole che la Commissione europea tende sempre di più a favorire le IGP di largo respiro a fronte delle DOP che riguarderanno sempre più prodotti di nicchia e piccole produzioni trasformate. Continuerò ad impegnarmi nel sostenere l’iter conclusivo dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria” a Bruxelles al fine di provare a recuperare il prezioso tempo perduto a causa di chi non vuole l’affermazione del comparto e del territorio reggino. Il Bergamotto di Reggio Calabria deve e dovrà essere fatto conoscere necessariamente fuori dai confini regionali e nazionali per avere un futuro degno del valore intrinseco che possiede. Il 22 aprile prossimo, proprio al Parlamento europeo di Bruxelles si svolgerà la conferenza “Il bergamotto di Reggio Calabria incontra l’Europa; tra storia, nutraceutica, biodiversità e l’Indicazione Geografica Protetta” in collaborazione con il Comitato promotore, giornalisti ed esperti del settore. Alla quale conferenza seguirà la cena con cooking show a tema con la presenza di chef, ristoratori e potenziali buyer del prodotto fresco e trasformato, a favore della filiera bergamotticola reggina”.
Francesco Macrì presidente di Copagri Calabria evidenzia come “Nonostante le difficoltà e l’accanimento di chi cerca di mettere il bastone fra le ruote, di chi ha remato e rema contro, l’iter va avanti e si spera al più presto di raggiungere la conclusione delle procedure per centrare l’obiettivo. Si auspica il rapido superamento di tutti gli intralci, oggi anche legali, per raggiungere finalmente l’importante risultato definitivo dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta) del Bergamotto di Reggio Calabria. Auspichiamo inoltre che i tempi possano essere i più ristretti possibile per non perdere un’altra campagna produttiva, ancora una volta senza l’auspicato marchio IGP, che invece potrà aprire finalmente grandi prospettive a tutta la filiera”.
Giuseppe Mangone, presidente di Anpa Calabria – Liberi Agricoltori tiene a precisare: “siamo stati fin dall’inizio a favore dell’IGP, partecipando ai tavoli di concertazione e dialogando con l’assessore Gallo, certi della conclusione positiva del progetto IGP perché giusto, corretto e a sostegno dei veri bergamotticoltori. Una triste storia di malapolitica a tutti i livelli connessa ai poteri forti, che ci hanno impedito di addivenire a confronti costruttivi e conciliatori definitivi, nonostante la controparte affermi tutt’oggi il contrario anche davanti all’evidenza dei fatti. Ciò ha ritardato di anni il raggiungimento dell’obiettivo ovvero regalare al Bergamotto di Reggio Calabria la giusta dignità dell’Indicazione Geografica Protetta, al passo con i tempi e come auspicato dall’UE. Un progetto voluto fortemente dal basso e sostenuto da quelle associazioni di categoria davvero vicine agli agricoltori e che ne conoscono realmente le esigenze e le problematiche, soprattutto quando si tratta di prodotti di nicchia come il Bergamotto di Reggio Calabria. Beneficeranno dell’IGP anche coloro che in questi anni hanno provato e ancora oggi tentano di decretarne la distruzione nei modi più disparati. L’importante è che gli agricoltori possano in un futuro imminente sganciarsi dall’opprimente pluridecennale sistema monopolistico industriale dell’olio essenziale e finalmente affacciarsi al libero mercato del prodotto fresco italiano ed europeo, come già avviene per tutti i prodotti ortofrutticoli e agrumicoli che con il marchio di qualità IGP assumono un valore nettamente superiore”.
Giuseppe Falcone promotore con Aurelio Monte nel 2022 del “Comitato spontaneo dei Bergamotticoltori Reggini” e fautore negli anni delle mobilitazioni a favore dell’IGP e a sostegno del Comitato Promotore insieme alle associazioni Copagri Calabria, Anpa Calabria, Unione Nazionale Cooperative Italiane, Conflavoro PMI, USB Lavoro Agricolo, FederAgri, è lapidario: “si tratta da parte dei ricorrenti di voler solamente rinviare il più possibile il riconoscimento dell’IGP per potere continuare a speculare sulla pelle dei bergamotticoltori fino all’ultima stagione utile. L’ottenimento del marchio IGP farà perdere potere alla lobby consolidata dell’industria dell’essenza di bergamotto perché con l’IGP i bergamotticoltori finalmente potranno vendere liberamente e con maggiore remunerazione i propri frutti sul redditizio mercato del fresco in Italia e in Europa grazie a un marchio che garantisce qualità e origine assolute. Siamo certi che l’ottenimento dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria, arriverà a compimento, anche se in notevole ritardo, considerando che sono trascorsi cinque anni dal 5 giugno 2021, data di presentazione della richiesta di riconoscimento. Ne siamo certi: i boicottaggi prima, le opposizioni ufficiali dopo (da Pizzi, Foti, Coldiretti RC, Confagricoltura RC) e i vari ricorsi intentati da parte dei ricorrenti Pizzi e Foti sin da gennaio 2025 non hanno avuto e non posseggono alcun fondamento tecnico ne giuridico. Ci chiediamo ancora una volta se sia corretto che a pagare le spese legali siano i produttori associati ai consorzi presieduti da Pizzi, per contenziosi inutili che si protrarranno nel tempo. Per il Comitato Promotore dell’IGP è stata invece attivata una specifica raccolta fondi pubblica per le spese legali di difesa, resasi necessaria”. Aurelio Monte incalza: “Il Consorzio di tutela della DOP olio essenziale di bergamotto, illegittimamente denominato “Consorzio di tutela del bergamotto”, nelle sue memorie per i ricorsi sostiene a più riprese di essere più rappresentativo del Comitato promotore dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria”. Premesso che il Ministero ha impiegato mesi di analisi, verifiche e richieste documentali che hanno confermato il contrario, tant’è che si è giunti alla conclusione e approvazione nazionale dell’IGP, ci troviamo oggi davanti a un fatto significativo e gravissimo oltre che paradossale. Le aziende che aderiscono al Consorzio della DOP, per l’anno 2025 hanno certificato 11,8 kg di olio essenziale DOP. Mentre una decina di aziende fuori consorzio, alcune delle quali anche aderenti al Comitato promotore per l’IGP, hanno certificato insieme più di 2.071,74 Kg di olio essenziale DOP per lo stesso anno; in pratica le aziende aderenti al Consorzio della DOP hanno certificato essenza DOP per 1.500 mq di bergamotteti idonei e le aziende extra-consorzio hanno certificato essenza DOP per circa 30 ettari di bergamotteti ideonei; ciò è servito a dimostrare la inesistente rappresentatività del Consorzio della essenza DOP di Pizzi . In pratica le aziende extra-consorzio hanno certificato essenza DOP in un anno per una quantità maggiore di quella che il Consorzio di tutela ha certificato in venti anni! E Pizzi tramite i suoi avvocati continua a millantare e a sostenere una rappresentatività inesistente oltre che a sostenere pubblicamente e nei ricorsi che l’IGP frutto danneggerebbe la (inesistente) DOP essenza, quando tutti sanno che si tratta di due mercati diversi e di categorie merceologiche completamente differenti. Attendiamo dunque fiduciosi la fine dell’istruttoria dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria da parte della Commissione Europea e al contempo ci si prepara all’udienza del TAR Lazio del 22 settembre 2026, ancora una volta in difesa del territorio e dei veri bergamotticoltori”.
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Prosegue l’iter europeo dell’IGP del Bergamotto di Reggio Calabria: il TAR non sospende il provvedimento approvato e fissa l’udienza di merito definitiva a settembre
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