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Colpo alle famiglie Emanuele-Idà delle Preserre Vibonesi: oltre 50 arresti

Un duro colpo alla ‘ndrangheta delle Preserre vibonesi è stato inferto da una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e realizzata dalla Prima Divisione dello Sco, dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro. L’intervento ha preso di mira due storiche articolazioni mafiose: quella riconducibile al boss ergastolano Bruno Emanuele e quella del cognato Franco Idà.

Le due famiglie risultavano stabilmente inserite nel “locale” di Ariola di Gerocarne, teatro in passato di una violenta contrapposizione con la cosca Loielo, conclusasi con la supremazia del gruppo Emanuele-Idà attraverso una lunga scia di omicidi. Il controllo del territorio si estendeva su diversi centri delle Preserre, tra cui Sorianello, Gerocarne, Soriano Calabro e Vazzano.

Gli investigatori hanno delineato la struttura attuale del clan, mettendo in evidenza un sistema di potere fondato su intimidazioni e violenze, utilizzate per imporre il proprio dominio e alimentare un diffuso clima di paura. Pestaggi ed azioni punitive erano strumenti abituali, spesso collegati a richieste estorsive. Tra gli episodi più gravi documentati, quello di un indagato che avrebbe sparato più volte, in pieno giorno e nel centro abitato, contro alcuni cani randagi.

L’organizzazione poteva contare su un arsenale significativo, comprendente anche armi da guerra, ed era fortemente attiva nel traffico di droga. Le indagini hanno evidenziato collegamenti con il Nord Italia, in particolare con Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, e il coinvolgimento anche di Marco Ferdico, già noto nell’ambito dell’inchiesta milanese “Doppia Curva”.

Per eludere i controlli, gli affiliati utilizzavano dispositivi tecnologici avanzati, come smartphone dotati di sofisticati sistemi di cifratura, attraverso i quali organizzavano le attività criminali. È stata ricostruita, tra l’altro, la movimentazione di oltre 566 chilogrammi di stupefacenti tra marijuana e cocaina.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati più di 410 kg di marijuana, 1,5 kg di cocaina, oltre a hashish ed eroina, insieme a numerose armi: pistole, revolver, fucili e una pistola mitragliatrice.

Il giudice per le indagini preliminari Arianna Roccia ha disposto numerose misure cautelari in carcere nei confronti di presunti appartenenti al sodalizio, oltre a domiciliari e obblighi di dimora per altri indagati.

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