di Paolo Ficara – Padre e figlio. Entrambi fanno calcio da una vita, e dal 22 al 26 giugno terranno un Summer Camp aperto ad un’ampia fascia di età, a Cucullaro. Sergio e Fabio Campolo sono intervenuti insieme su Tris TV, per commentare i playoff di Serie B e Serie C. Ma il discorso è presto scivolato sulla Reggina.
L’ex centrocampista della Fiorentina svela un retroscena su uno dei talenti del Catanzaro: “Ho un debole per Costantino Favasuli, da quando andai a prenderlo ad Africo. Era l’anno della prima Reggina dopo il fallimento, con Gabriele Martino direttore sportivo. Ero stato chiamato come responsabile del settore giovanile. Prendemmo sia lui che il fratello, ma si vedeva che Costantino disponeva di un altro passo”.
“Ho continuato a seguirlo nelle giovanili della Fiorentina – prosegue Sergio Campolo, ribadendo un vecchio retroscena sui contatti con i compianti Commisso e Barone – Andavo spesso a Firenze, in quell’anno, per cercare di creare un contatto tra la proprietà della Reggina con quella della Fiorentina. Il compianto Joe Barone mi mostrò il progetto del Viola Park. Cercai di creare contatti con Rocco Commisso, cosa poi non avvenuta”.
Fabio Campolo corrobora il padre nel discorso su Favasuli, di recente convocato dall’Italia U21: “Tornando indietro nel tempo, per il ragazzo è stata una fortuna andare fuori da Reggio. In primis per una formazione professionale. Guardo attentamente il Catanzaro, si vede l’anima del ragazzo. Calciatore di altissimo livello, potrebbe già stare in Serie A. In Italia, la crescita dei giovani è più lenta. Perché è stato lasciato andare via dalla Reggina? Quando sei indietro come categoria, i campionati giovanili non consentono una crescita ai giocatori”.
Sergio Campolo spiega in diretta come scelse il nome di battesimo del figlio: “Reggina-Ternana, penultima giornata del famoso campionato che ci portò alla Serie A. Avevo concluso il campionato a Perugia, venni a vedere la partita. Mia moglie era in dolce attesa. Ricordo che vidi la partita in gradinata, con Mimmo Fedele. E gli dissi che chi avrebbe segnato dei due attaccanti, piacendomi i nomi sia di Artico che di Possanzini, avrebbe dato il proprio nome a mio figlio. Segnò Artico. E ho deciso che mio figlio si sarebbe chiamato Fabio”.
Fabio Campolo ha illustrato l’iniziativa del Summer Camp: “L’idea è nata assieme a mio padre, che ha già tenuto diversi stage. I bambini che decideranno di partecipare al campo estivo, si porteranno dietro un ricordo per tutta la vita. Non si farà solo calcio. Terremo due ore per ogni materia che ritengo importante: psicologia, posturologia e pedagogia. Per chi è in fascia di età tra i 7 ed i 10 anni, è il momento giusto. Ma stanno arrivando richieste anche di genitori di ragazzi di 12 anni”.
Il finale di intervista è amaro, perché si sposta sull’attualità della Reggina: “In Serie D, la Reggina deve stravincere – parla Sergio Campolo, da tifoso – Ho avuto modo di conoscere la proprietà, il signor Ballarino non è un truffaldino. Tre anni di Serie D sono troppi. Mi auguro ci possa essere la possibilità o di qualche ingresso importante, o di una cessione societaria. Adesso ci sono le elezioni, potrebbero dare un’indicazione maggiore. Sarebbe il momento per regalare alla gente qualcosa di importante. Il settore giovanile ha fatto un grandissimo lavoro. Ma per crescere, deve essere accompagnato dai risultati della prima squadra. Forse il patron Ballarino, che non è uno sprovveduto, non fa il passo più lungo della gamba. Ci vuole qualcuno che vinca il campionato appena fa l’iscrizione”.
