“L’Università Dante Alighieri ha avviato l’iter burocratico per l’elezione del nuovo rettore, carica vacante dopo le dimissioni del Dott. Fulvio Gismondi. La situazione però presente nella composizione del CdA desta più di un dubbio.
Per effetto di un’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria dello scorso dicembre, si è insediato nell’Ateneo un nuovo e diverso Consiglio di Amministrazione. L’ordinanza costituisce nei fatti un provvedimento di natura cautelare, ed il contenzioso è tuttora aperto e sarà oggetto di ulteriori udienze.
Ma veniamo alla composizione del CdA. Non è stata riconosciuta nel CdA la componente dei Professori, fatto assai singolare, poiche’ vengono meno le prerogative della componente accademica.
Ma soprattutto in seno al CdA viene mantenuto un componente designato qual rappresentante della Città Metropolitana, l’avv. Falcomatà, pur non ricoprendo più alcun ruolo all’interno della stessa poiché non più Sindaco della Città ed attualmente designato ad altro ruolo, quello di consigliere regionale.
Francamente la situazione in essere risulta incomprensibile dato che, da Statuto, la Regione Calabria esprime un componente nel CdA dell’Ateneo senza però alcun diritto di voto, mentre l’Avv. Falcomatà, già da mesi consigliere regionale di opposizione, mantiene il proprio posto in CdA con diritto di voto, pur non ricoprendo più la carica di Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il problema, di un potenziale conflitto d’interesse, si pone anche e soprattutto in virtù del fatto che la Regione Calabria eroga somme a favore dell’ente e chi ha diritto di voto all’Interno del CdA quelle somme contribuisce a destinarle col proprio voto. Il componente della Regione Calabria non può avere diritto di voto ma l’avv Falcomata’ questo diritto lo conserva senza averne più i titoli per farlo.
L’Ateneo rappresenta un presidio essenziale di cultura, formazione e sviluppo per i territorio, è luogo di produzione e trasmissione del sapere, è punto di riferimento per la crescita di un intera comunità. Il corretto funzionamento dell’ateneo costituisce, pertanto, un interesse comune che travalica qualsiasi contesa politica, ma che investe ed ha ricadute direttamente sul futuro del territorio e delle giovani generazioni che ad esso guardano come opportunità di formazione e riscatto.
E’ una questione di responsabilità amministrativa, una questione morale, questione questa sconosciuta a Falcomatà, è una questione di violazione statutaria, è una questione di opportunità politica che l’avv. Falcomatà venga sollevato dall’attuale CdA senza aspettare che sia lui a determinarsi in merito”.
Lo afferma la coordinatrice di FdI Reggio Calabria, Ersilia Cedro.
