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Moggi a Tris TV: “Malagò in Figc? Il calcio è un’altra materia. Reggina? Difficile sostituire Foti”

Tra i pochi a potersi mettere sul pulpito. Luciano Moggi non le manda a dire, dopo la terza estromissione consecutiva dell’Italia dalla fase finale della Coppa del Mondo. L’ex direttore generale della Juventus è intervenuto a Tris TV, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. Prima di arrivare fino all’argomento Reggina.

“Il problema vero è che è stato fatto tutto troppo tardi. Non si può arrivare addirittura a tre mancate qualificazioni, prima di prendere delle decisioni. Già dopo la prima, andavano presi provvedimenti. Ma in Italia abbiamo sempre la politica del rinvio – sottolinea Moggi a Tris TV – Nel 2006, eravamo il migliore campionato. E adesso siamo il peggiore. Avevamo vinto il titolo mondiale. Chi ha avuto parte importante per portare la Nazionale a certi livelli, tra cui io, è diventato elemento da sostituire e da infangare”.

“Dopo Berlino, siamo stati eliminati due volte al primo turno del Mondiale. E poi addirittura non ci siamo qualificati contro squadre come Bosnia o Macedonia. Non parlo della Svezia, che era superiore a queste. Quando c’è un malato, ha bisogno di medicine. Se no muore. Nella nazionale italiana che vinse la Coppa nel 2006, c’erano cinque giocatori della Juventus. Nella nazionale francese, quattro – ricorda Luciano Moggi – Quei dirigenti sono diventati l’obiettivo di chi non sapeva fare quel che avevamo fatto noi. Ho subìto tutto quello che era possibile subire. Ma io non ho mai rubato niente a nessuno. Ho sempre dato il meglio di me stesso, per portare avanti il lavoro di chi mi pagava. L’ho fatto perché credevo nel calcio in Italia e nel mondo”.

Tra mancanza di strutture ed eccesso di stranieri, Moggi non ha dubbi su quale sia la causa principale dei mali del calcio italiano: “Mancano le strutture? No, mancano i piedi buoni. Il presidente Gravina è riuscito a far giocare squadre con undici stranieri in campo, che hanno peggiorato la qualità del campionato. Ci sono squadre che vanno bene: Napoli, Milan, Inter. Ma è il Como ad essere fatto con criterio: vero, tutti stranieri, ma sanno giocare. Altrimenti vediamo giocatori di 40 anni come Modric, nel tentativo di riportare qualità. Se l’Italia ha voluto ciò, questi sono i risultati. Chi ha subìto Calciopoli adesso è rimpianto. Ma quei tempi andavano rimpianti al momento opportuno, senza far trafiggere di infamia chi ha lavorato bene”.

Moggi non si sbilancia su chi potrebbe assumere la carica di nuovo presidente federale: “L’importante è che ci sia qualcuno che vuole bene al calcio. Malagò ha ottenuto risultati importanti al Coni, ma il calcio è un’altra materia. In pochi capiscono che il calcio va organizzato come un’azienda. Cellino diceva che Calciopoli è stata una vergogna, e ha mandato il Brescia al fallimento. Come lui il giornalista Varriale, oggi cacciato dalla Rai. Abbiamo avuto tanti nemici. Ma adesso viene fuori il problema: risparmiare e comprare giocatori bravi. Noi lo sapevamo fare”.

Incalzato dal conduttore Paolo Ficara, l’ex dg della Juventus concede qualche battuta inerente la Reggina: “Presidenti come Lillo Foti, competenti di calcio ed equilibrati, se ne trovano pochi. Difficilmente potrà essere sostituito da qualcuno. Con la Reggina ho avuto quel problema dell’arbitro. Chi ha argomentato Calciopoli, me lo ha attribuito come sequestro di persona. Nonostante l’arbitro avesse detto che non era vero, confermando che nessuno lo aveva chiuso negli spogliatoi. La Procura di Reggio Calabria ha archiviato, perché il fatto non sussiste. Ho voluto bene alla Reggina, le sono stato vicino. Foti è stato un grande presidente, gli sono affezionato. Auguro alla Reggina di trovare pace e buoni risultati, per tornare dove l’aveva portata Foti: in Serie A. La trattativa per Simone Perrotta? Mi piaceva, c’era una società che cedeva e una che acquistava”.

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