Nel comparto dolciario calabrese si fatica a trovare personale qualificato. E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato Calabria secondo cui, nel 2025, si sono riscontrate difficoltà per il 56,2% delle posizioni aperte. Nonostante un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, la Calabria resta tra le regioni con maggiore difficoltà di reperimento, posizionandosi al quarto posto a livello nazionale. A queste difficoltà si aggiungono le tensioni sui costi di produzione, in particolare per alcune materie prime fondamentali. I dati evidenziano aumenti significativi su base annua: il cacao in polvere segna un +17%, il caffè +12,9% e il cioccolato +6,8% . “Incrementi che – sottolinea Confartigianato Calabria – incidono direttamente sui costi delle imprese e, di conseguenza, sui prezzi finali dei prodotti”.
“Sul fronte dei consumi, a febbraio 2026 si registra un aumento del 3,1% dei prezzi delle consumazioni di gelateria e pasticceria , con dinamiche ancora più accentuate per quei prodotti, come le uova di cioccolato, maggiormente esposti all’aumento delle materie prime. A preoccupare ulteriormente gli operatori – evidenzia lo studio – è il possibile incremento dei costi energetici, legato alle tensioni internazionali e in particolare alla guerra del Golfo, che potrebbe incidere sull’equilibrio economico delle imprese”.
“Il comparto dolciario artigianale – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Salvatore Ascioti – rappresenta un patrimonio economico e culturale di straordinario valore per la nostra regione. La qualità delle produzioni, fortemente legata alle tradizioni locali e alla maestria degli artigiani, continua a essere un elemento distintivo capace di attrarre consumatori e valorizzare il territorio. Tuttavia, è necessario affrontare con determinazione le criticità legate al costo delle materie prime, all’energia e alla carenza di personale qualificato, per garantire sostenibilità e prospettive di crescita a un settore strategico”.
