– Un’aula solitamente attraversata da codici, procedimenti e decisioni si è trasformata, per un’ora, in luogo di raccoglimento e riflessione. Si è svolta ieri, presso l’Aula ex Assise del Tribunale civile di Palmi, la celebrazione del Precetto Pasquale promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi e dal Comitato Pari Opportunità, rivolta ad avvocati, magistrati, forze dell’ordine e operatori del diritto.
La Santa Messa, officiata da Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina – Palmi, ha rappresentato un momento atteso e condiviso, capace di interrompere – anche solo per un tratto – il ritmo serrato delle attività quotidiane per restituire centralità alla dimensione interiore e al senso più profondo del proprio operare.
La celebrazione è stata animata dal Coro Ecclesiale Corpus Domini, diretto dalla Maestra Marilù Zaccuri: col suo repertorio sacro ha saputo donare all’assemblea momenti di pura emozione e commovente spiritualità.
Nel corso dell’omelia, il Vescovo ha sottolineato il valore di questo “time out spirituale”, definendolo come uno spazio necessario per «rendere umano quello che facciamo», sottraendosi a quella corsa affannata che rischia di logorare relazioni e coscienze. Un invito a rallentare, a sospendere per un momento il fare, per recuperare uno sguardo più ampio e sapiente sulla realtà.
Al centro della riflessione, il significato della Pasqua come dinamismo di novità e non come semplice evento rituale. Monsignor Alberti ha richiamato le figure evangeliche di Giuda e Maria di Betania, proponendole come due modalità opposte di avvicinarsi al mistero pasquale: da un lato un approccio utilitaristico, segnato da interessi e calcoli; dall’altro un gesto gratuito, autentico, capace di cogliere il senso profondo dell’amore che si compie nella Pasqua di Cristo.
Una riflessione che si è poi fatta più precisa, rivolgendosi direttamente a chi opera nel mondo del diritto. Richiamando il profeta Isaia, Monsignor Alberti ha evidenziato uno stile che «non grida, non alza il tono», che «non spezza una canna incrinata» e «non spegne uno stoppino dalla fiamma smorta»: un approccio fondato sulla gradualità e sulla capacità di comprendere.
Da qui il richiamo alla figura di Rosario Livatino: «Decidere è scegliere – ha ricordato – e scegliere è una delle cose più difficili che l’uomo sia chiamato a fare». Un compito che richiede competenza, ma anche profondità e responsabilità. Ancora più incisivo il passaggio sull’umiltà: il magistrato, «senza atteggiamento da superuomo», è chiamato a comprendere l’uomo che ha di fronte, riconoscendo che la legge resta un mezzo e non un fine.
L’invito finale è stato quello di vivere i giorni della Pasqua come un tempo di profondità, capace di restituire senso alla vita personale e professionale e di alimentare una speranza concreta, anche in un’umanità segnata da contraddizioni e fragilità.
Al termine della celebrazione, è intervenuto il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Emanuele Crescenti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa in un contesto segnato da tensioni e incertezze. «Non è un’abitudine – ha affermato – ma un appuntamento che non deve mancare, soprattutto in questo tempo». Un tempo in cui la pace va cercata con maggiore determinazione, perché «le guerre non hanno mai un vincitore, sono sempre una ferita aperta dell’umanità».
A chiudere l’incontro è stato il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, avvocato Angelo Rossi, che ha evidenziato il valore comunitario dell’iniziativa e la necessità di recuperare spazi di incontro in un contesto sempre più segnato dalla distanza e dalla trasformazione delle dinamiche processuali.
A portare un ulteriore contributo è stata la Presidente del Tribunale di Palmi, Natina Pratticò, che ha sottolineato come questi momenti rappresentino «occasioni preziose per ricordarci che non siamo monadi, ma una comunità», richiamando al contempo la difficoltà e la responsabilità del decidere, che richiede equilibrio, umiltà e consapevolezza.
A concludere gli interventi istituzionali è stato il Presidente del Consiglio Comunale di Palmi, avvocato Francesco Cardone, che ha portato i saluti dell’amministrazione e della città, sottolineando «l’onore e l’emozione» per una partecipazione così ampia e trasversale, che ha visto insieme istituzioni, magistratura, avvocatura e forze dell’ordine.
Nel suo intervento, Cardone ha richiamato due parole chiave – unità e fratellanza – definendole quanto mai attuali in un tempo segnato da conflitti e divisioni. Parole che, ha spiegato, trovano concreta traduzione nel rispetto: non solo rispetto delle appartenenze politiche o religiose, ma anche – e soprattutto – rispetto delle opinioni.
«Diverso – ha osservato – è anche chi la pensa diversamente da noi». Un richiamo forte alla necessità di riconoscere pari dignità alle posizioni altrui, in un contesto in cui troppo spesso il confronto lascia spazio alla contrapposizione.
Da qui l’auspicio che proprio il recupero del rispetto reciproco possa rappresentare una chiave per affrontare le criticità del presente, riducendo tensioni e incomprensioni. «Se imparassimo ad ascoltare davvero e a riconoscere valore al pensiero dell’altro – ha concluso – forse molte difficoltà potrebbero trovare soluzione».
Un messaggio che si è tradotto in un augurio semplice ma significativo: vivere la Pasqua come tempo di unità, consapevolezza e rinnovata apertura verso gli altri.
La celebrazione è stata accompagnata dal Coro Ecclesiale “Corpus Domini – Città di Palmi”, contribuendo a rendere ancora più intensa e partecipata l’atmosfera dell’incontro.
In un tempo segnato da ritmi incalzanti e tensioni diffuse, il Precetto Pasquale si è così confermato come un appuntamento capace di offrire non solo una pausa, ma una vera occasione di rilettura del proprio ruolo – umano e professionale – alla luce di un orizzonte più ampio, in cui diritto e giustizia tornano a dialogare con la coscienza e con il senso profondo dell’umano.
