“Il pensiero porta l’uomo dalla schiavitù alla libertà” - Henry Wadsworth Longfellow
HomeCalabriaCosenzaConsiglieri di minoranza: "Oriolo tra promozione e realtà: selezione meritata o marketing...

Consiglieri di minoranza: “Oriolo tra promozione e realtà: selezione meritata o marketing a pagamento?”

“Oriolo tra promozione e realtà: selezione meritata o marketing a pagamento?A fine gennaio 2025 alcune testate calabresi hanno celebrato l’inserimento di Oriolo tra le dieci destinazioni imperdibili in Italia secondo Visititaly.

Una notizia accolta con entusiasmo, capace di alimentare orgoglio e aspettative. Ma a distanza di mesi, emergono elementi che impongono una riflessione più lucida e, soprattutto, più trasparente. Cosa ha pensato il cittadino? E il turista? Che Oriolo fosse stata scelta dopo un’attenta valutazione delle sue eccellenze culturali, turistiche e sociali? Che una media company indipendente avesse riconosciuto, senza condizionamenti, il valore del territorio? È questa la narrazione che è passata.

Poi però arrivano i fatti.

Il 23 dicembre 2024, con le delibere di giunta n. 243 e 244, l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Simona Colotta approva una campagna di marketing territoriale proprio con Visititaly. Non una semplice collaborazione, ma un investimento significativo: circa 22.000 euro più IVA per contenuti promozionali, articoli branded, reel, comunicati stampa e newsletter. A questi si aggiungono altri 3.000 euro per branding, grafica e social media marketing. Totale: circa 25.000 euro di fondi pubblici.

A questo punto, la domanda diventa inevitabile: Oriolo è stata selezionata per meriti o inserita in una strategia promozionale a pagamento con fondi di bilancio?

Il dubbio non è marginale. Perché se una “top 10” viene percepita come frutto di una scelta indipendente ma in realtà è collegata a un accordo economico, il rischio è quello di generare un cortocircuito comunicativo. Non solo per i cittadini, ma anche per i potenziali turisti, che potrebbero trovarsi davanti a una realtà diversa da quella raccontata.

Ed è qui che emerge il secondo, ancora più delicato problema: la distanza tra immagine e condizioni reali del territorio.

A Oriolo, oggi, gran parte del patrimonio culturale risulta chiuso o poco fruibile. Musei abbandonati, spazi culturali smantellati, attività artigianali trasferite altrove. Luoghi che un tempo rappresentavano il cuore pulsante della vita culturale locale sono oggi silenziosi o inaccessibili. Il centro storico raccontato nel video promozionale semplicemente non corrisponde alla realtà, altro che Oriolo da bere e da ballare. Purtroppo,ci dispiace scriverlo, ma è la realtà, il lavoro di sacrificio e di lungimiranza portato avanti dalle passate amministrazioni è stato in gran parte cancellato. Il recupero, il restauro di monumenti, i costumi, altri spazi come il convento di San Francesco d’Assisi, pinacoteche, musei e altro ancora, oggi, come detto, risultano mortificati, chiusi, abbandonati.

Promuovere un territorio è legittimo. Investire risorse pubbliche per attrarre turismo è una scelta politica condivisibile. Ma la promozione, per essere efficace, deve poggiare su due pilastri: verità e coerenza.

Se manca la trasparenza sul rapporto tra contenuto editoriale e contenuto sponsorizzato, si incrina la fiducia. Se manca la corrispondenza tra racconto e realtà, si compromette la credibilità.

Oriolo non ha bisogno di classifiche. Ha bisogno di una strategia reale, di servizi funzionanti, di luoghi vivi. Ha bisogno di turismo vero, non solo di visibilità.

Perché il rischio, altrimenti, è uno solo: passare dai “mi piace” online a un risveglio ben più amaro”.

Così in una nota i consiglieri di minoranza Vincenzo Brancaccio, Francesco Cirò, Vincenzo Diego.

Articoli Correlati