Nuovo appuntamento con la Polis Cultura e la sua Stagione invernale 2026 al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria. Dopo l’intensità drammatica de “Il Piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello andato in scena il 24 Febbraio, questo fine settimana è ancora la grande prosa ad impreziosire il cartellone di questa benemerita organizzazione culturale che svolge una attenta e necessaria attività teatrale tra Stagioni estive (a Catonateatro) e invernali con un’esperienza di oltre 40 anni nel campo dello spettacolo dal vivo. Il 28 Febbraio e l’1 Marzo (sabato in serale alle 21 e domenica pomeridiana alle 17,30) sarà la volta di un altro premio Nobel della letteratura, Eugene O’Neill e il suo “Lungo viaggio verso la notte” messo in scena da uno dei maestri indiscussi del teatro contemporaneo, Gabriele Lavia, per l’occasione nella doppia veste di attore e regista dell’opera. Un occasione imperdibile per il pubblico reggino con il ritorno in città di un gigante del teatro italiano che a Reggio mancava da più di 20 anni (Misura per misura di Shakespeare al Cilea nel 2007).
Eugene Gladstone O’Neill è un noto drammaturgo statunitense, artista di fondamentale importanza per il teatro negli USA che vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1936.
O’Neill riprende le idee, le tecniche e gli strumenti del teatro europeo e decide di ricreare le maschere e il coro del teatro greco, usa le tecniche del melodramma e del realismo ibseniano, fondendole sapientemente con quelle dell’espressionismo di August Strindberg. L’opera di O’Neill è il primo tentativo di rappresentare in maniera critica disgregazione, alienazione e corruzione della civiltà statunitense. “Lungo viaggio verso la notte” è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense, fu scritto tra il 1941 e il 1942, fu rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, dopo la morte dell’autore. Il grande regista americano Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Ambientato nel 1912, il dramma, potente e struggente, racconta una giornata della famiglia Tyrone, tra conflitti, dipendenze e segreti dolorosi. La casa-prigione della famiglia che O’Neill ci racconta – scrive Lavia nelle note di regia –, in fondo, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina. Nel casto oltre a Gabriele Lavia e Federica Di Martino, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini. Le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti musiche Andrea Nicolini, luci Giuseppe Filipponio e suono di Riccardo Benassi. Produzione Effimera, Teatro della Toscana.
Prossimo appuntamento con la Rassegna della Polis Cultura il 18 Marzo ancora con un grande autore, Eduardo De Filippo, con uno dei suoi capolavori: Sabato, Domenica e Lunedì.
