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Giorno della Memoria, Polo Magnolia unica scuola infanzia al campo di Ferramonti di Tarsia. La pedagogista Renzo: “Popolare di bambini i luoghi simbolo di storia e identità”

Per il secondo anno consecutivo, unica scuola dell’infanzia presente alle celebrazioni del 27 gennaio, il Giorno della Memoria, il Polo Infanzia Magnolia ha portato i bambini e le bambine a Ferramonti di Tarsia. Alla presenza, tra gli altri, delle istituzioni, del Prefetto di Cosenza, dei figli di alcuni internati e delle associazioni provenienti da tutta la Calabria, i piccoli visitatori dai 3 ai 5 anni hanno partecipato da protagonisti alle commemorazioni proposte nel luogo che fu il più grande campo di concentramento per Ebrei in Italia, l’unico che non fece registrare vittime, trasformando un simbolo storico in uno spazio educativo reale. Una scelta netta, che afferma un principio preciso: la memoria va vissuta fin dall’infanzia e non rimandata all’età adulta. E che ribadisce come i luoghi della storia debbano essere abitati oggi da chi costruirà il domani.

 

UNA PEDAGOGIA DEL TERRITORIO CHE EDUCA ALLA CONSAPEVOLEZZA

A tracciare il senso profondo di questa scelta è la pedagogista Teresa Pia Renzo, presidente della Cooperativa Magnolia, che inserisce la partecipazione a Ferramonti nel solco di una vera e propria pedagogia del territorio coerente e strutturata. Un percorso che da anni lavora sulla riscoperta e sulla conoscenza dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria, intesi non come patrimonio statico ma come luoghi educanti, da vivere e attraversare insieme alle nuove generazioni.

 

TARSIA COME META EDUCATIVA, NON COME ECCEZIONE

Quella a Ferramonti non è una visita occasionale, ma una tappa che Magnolia ha scelto di rendere stabile nel proprio progetto educativo. Tarsia diventa così una meta pedagogica consapevole, dove la memoria non è evocata ma praticata, inserita in un percorso che parla di rispetto, comunità, diritti inviolabili e responsabilità collettiva.

 

PAROLE COMPLESSE, VALORI ESSENZIALI COME MESSAGGIO EDUCANTE

I bambini dell’infanzia – dice la Direttrice – non possono comprendere concetti come Shoah o genocidio nella loro complessità storica. Ma possono, e devono, iniziare a conoscere ciò che viene prima: il rispetto dell’altro, l’assenza di differenze, il valore dell’inclusione, la dignità umana come fondamento. È in questa fase che si costruiscono le basi della coscienza civile, anche superando le comprensibili reticenze di chi teme che certi temi siano troppo grandi.

 

FERRAMONTI COME CONTRO-NARRAZIONE DELLA STORIA

Ferramonti è stato un campo di internamento atipico, capace di generare relazioni, collettività, nascite. Un luogo che rappresenta una contrapposizione storica e morale a ciò che accadeva altrove nello stesso periodo e proprio per questo motivo censito tra i MID della Calabria Straordinaria. Raccontarlo ai bambini – sottolinea la pedagogista – significa offrire una chiave di lettura fondata sull’umanità, sulla possibilità di scegliere, sulla responsabilità individuale e collettiva.

 

 

 

 

LA MEMORIA COME ATTO ATTIVO E SENZA ALCUNA NOSTALGIA

La Giornata della Memoria, pertanto, non diventa un esercizio nostalgico bensì un momento di vita reale, vera. Come ricordava Primo Levi, è un atto di difesa attiva. Ricordare con i più piccoli, poi, significa seminare anticorpi culturali, creare una coscienza vigile capace di riconoscere e respingere ogni forma di violenza, discriminazione e negazione dell’altro. Bisogna popolare di bambini i luoghi simbolo di storia e identità.

 

LA FARFALLA GIALLA: UN GESTO CHE RESTA

Durante la commemorazione, promossa dall’Amministrazione comunale di Tarsia e dal Museo Internazionale della Memoria di Ferramonti, i bambini hanno consegnato un quadro ispirato alla poesia La farfalla di Pavel Friedman: una farfalla gialla in rilievo, un papavero rosso, una catena reale. Un’opera realizzata insieme alle educatrici, che i bambini hanno donato al luogo reggendo lo sguardo del pubblico, gli applausi, l’emozione collettiva. Un gesto semplice e potente, capace di parlare più di molte parole.

 

L’AUSPICIO DI RENZO: PIÙ SCUOLE, PIÙ INFANZIA NEI LUOGHI DELLA MEMORIA

L’auspicio – aggiunge Teresa Pia Renzo ringraziando il Sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso per l’invito a partecipare alle celebrazioni della Giornata della Memoria – è che dal prossimo anno a Ferramonti, e in tutti i luoghi della memoria, si possano vedere più scuole, più asili, più infanzia, seguendo l’esempio di altre realtà nazionali e internazionali. Perché la memoria, se non viene abitata dalle nuove generazioni, rischia – conclude – di restare un racconto fragile. E invece deve diventare radice.

 

PRIMA DELLA TAPPA A FERRAMONTI, IL LABORATORIO CREATIVO

La tappa a Ferramonti era stata anticipata da un momento di ascolto, dialogo e attività creativa a Scuola, pensato per far comprendere in modo semplice il valore di questa giornata. È stato spiegato ai bambini cos’è la Giornata della Memoria e perché si celebra; che serve a riflettere sull’importanza del rispetto e a imparare a trattare tutti con gentilezza, per costruire insieme un mondo più giusto. I bambini sono stati coinvolti in un’attività grafico-manipolativa: partendo dall’immagine del filo spinato, che rappresenta la divisione e la sofferenza, hanno realizzato un elaborato in cui una mano che offre una farfalla diventa simbolo di libertà, pace e speranza, invitando a immaginare un futuro migliore per tutti.

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