A Catanzaro la notte della storica qualificazione alla finale playoff di Serie B si è trasformata in una lunga festa collettiva. Nonostante il ko per 2-0 maturato al “Barbera”, il pesante vantaggio conquistato all’andata ha spalancato ai giallorossi le porte della doppia sfida decisiva contro il Monza, facendo esplodere l’entusiasmo della tifoseria.
Subito dopo il triplice fischio, migliaia di sostenitori si sono riversati nel centro cittadino per celebrare un traguardo storico mai raggiunto prima dal club calabrese. Auto in corteo, bandiere sventolate dai finestrini, sciarpe al cielo e caroselli accompagnati dai clacson hanno acceso la notte giallorossa, con una città intera già proiettata verso il sogno Serie A. È partita immediatamente anche la corsa ai biglietti per la finale e ai collegamenti verso la Lombardia in vista della gara di ritorno del 29 maggio.
La serata di Palermo, però, è stata segnata anche da momenti di forte tensione. Durante l’intervallo della semifinale playoff allo stadio “Barbera”, nella tribuna autorità si è verificato un acceso parapiglia che avrebbe coinvolto alcuni sostenitori rosanero e persone vicine alla dirigenza del Catanzaro. Al centro dell’episodio, secondo le ricostruzioni emerse, ci sarebbe stato il figlio del direttore sportivo Ciro Polito.
La situazione sarebbe degenerata rapidamente, rendendo necessario l’intervento degli addetti alla sicurezza e della Digos per riportare la calma. Secondo fonti vicine al club giallorosso, Polito avrebbe successivamente accompagnato il figlio e la moglie in ospedale per accertamenti. Alla scena avrebbero assistito anche alcuni familiari del tecnico Alberto Aquilani, con la madre dell’allenatore visibilmente provata dall’accaduto.
