di Paolo Ficara – Il Savoia batte la Sancataldese e vince il girone I della Serie D, con 69 punti. La Reggina batte il Sambiase ed arriva terza, in un girone che sembrava costruito apposta per non avere problemi. Il prossimo sarà il quarto anno di dilettantismo. Un record. Ed a vacillare è un altro record: quello di epiteti.
Tuttavia, sarebbe sbagliato indirizzarli tutti verso proprietà e dirigenza.
In tutte le componenti sono annidate almeno un paio di serpi. Compresa la tifoseria, un tempo nobile ed ammirata in tutta Italia. Ma le nefandezze altrui, almeno oggi che il campionato è finito, non devono coprire o far passare in secondo piano le colpe della squadra più indegna mai vista a Reggio Calabria. Nella quale le mele marce sono molto più di due.
Puoi avere la società più scarsa del mondo – e ce l’hai – puoi avere due allenatori non degni nemmeno di inginocchiarsi, davanti a chi si è seduto su quella panchina negli scorsi lustri. Ma non esiste perdere o pareggiare contro squadre incapaci tecnicamente di varcare la metà campo, a volte facendosi gol da soli. Non è questione di avere una o due giornate storte. Anche un sordo-cieco comprende che avete levato il piede.
Un gruppo di calciatori può avere le proprie ragioni, per provare malcontento verso chi lo gestisce. Ci può essere un allenatore indigesto. Una proprietà smemorata ed arrogante, quando si tratta di pagare. Un compagno con la lingua troppo lunga. Ma ciò che abbiamo visto quest’anno, specie ad inizio stagione, è troppo nauseabondo per essere giustificato.
La sconfitta di Messina è imperdonabile. Specie nei confronti di chi, con la maglia amaranto addosso, ci è cresciuto.
Nessuno della nostra redazione ha più inteso accreditarsi in tribuna stampa, risparmiandoci conati di vomito ad ogni occasione in cui questa indegna squadra si è recata sotto la curva. Ancora stiamo cercando di capire il senso di quella che sembrava essere una festa in campo, dopo l’inutile playoff con la Scafatese. Nella Reggina di quest’anno ci sono sicuramente dei calciatori tecnicamente importanti per la Serie D. Ma sarebbe grave non effettuare un repulisti totale, a prescindere da chi sarà il prossimo proprietario.
Lo abbiamo scritto più volte. I calciatori della Reggina erano in grado di fare il bello ed il cattivo tempo. Con i filotti di vittorie, sia quest’anno che nella passata stagione, lo hanno dimostrato. Però hanno fatto prevalere il cattivo tempo. Noi paghiamo come città, con l’umiliazione di rimanere infognati in Serie D. Loro probabilmente non dispongono di sufficiente amor proprio. Nel tempo libero, potrebbero guardare i curriculum dei calciatori del Savoia e della Nissa. Per capire che è come se la Juventus, nel 2007, in Serie B fosse arrivata dietro Piacenza e Rimini.
Il vero guaio è quella sensazione che, ormai, a Reggio vengano rispettati i finti eroi.
