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Reggina: Ballarino is the new Guarascio

di Paolo Ficara – Popcorn ne abbiamo? Oggi è sabato, per noi boomer è il giorno in cui si va al cinema. Considerando che la doppia promozione del Campobasso è diventata oggetto di una produzione Disney, l’italo-americano Matt Rizzetta non si offenderà. Ma la sua trattativa narrata per l’acquisizione della Reggina, sa tanto di cartone animato.

Non c’è nulla di logico, in ciò che – ahinoi – abbiamo letto negli ultimi giorni.

Per quelli che sono stati i risultati recenti del Campobasso, senza dunque conoscerne le dinamiche gestionali, saremmo anche portati ad auspicare che tale trattativa fosse realmente concreta. Per il momento, il notevole tam-tam mediatico portato avanti più o meno dagli stessi faciloni che hanno difeso Saladini e Cardona a spada tratta, è tornato utile a Nino Ballarino per dare alla bigiotteria un prezzo da gioielleria.

Quale che possa essere l’interesse di Rizzetta, nel portare teoricamente allo scoperto una situazione che tanti altri imprenditori preferirebbero tenere nascosta, non rileva. Il suo nome, sempre come rappresentante di un fondo americano, è stato recentemente accostato al Napoli. Ci risulta che la famiglia De Laurentiis non ne sappia niente. Ribadiamo: dove leggete la parola “milioni” nello stesso articolo in cui si parla di compravendita della Reggina, passate pure avanti.

Se il sindaco Francesco Cannizzaro pensa o sospetta si tratti di un bluff, gli fa onore. Il fatto che possa esternare o lasciar trasparire questa sua – eventuale – sensazione, è un’arma a doppio taglio.

L’interesse di Ballarino potrebbe essere, e non c’è da escludere che lo abbia manifestato direttamente a Cannizzaro ancor prima del voto, di vendere la Reggina al prezzo che vuole lui. L’interesse del nuovo sindaco è certamente quello di non accendere subito la prima lampadina, sulla colonna “figure da cioccolataio”: ha fatto ampiamente intendere, sia prima che dopo le elezioni, di desiderare un cambio alla guida della Reggina.

Se rimanesse Ballarino, per Cannizzaro sarebbe uno smacco. E Ballarino lo sa.

Chi può sapere quanto andrà avanti la tarantella con Rizzetta, a colpi di “eccolo”, “domani l’incontro”, “questione di ore”, “firma imminente”, “closing”? E se si arrivasse fino ad inizio luglio, per poi addossare al sindaco la responsabilità di aver insinuato dubbi sulla bontà delle intenzioni di Rizzetta, facendolo scappare?

Gli altri aspiranti al trono, continuerebbero con ogni probabilità ad operare in silenzio. Ma con la medesima riuscita ottenuta finora. Ossia, scontrarsi contro un muro. A nessuno chiediamo di fare come Rizzetta, ci mancherebbe. Sarebbe controproducente, oltre che indice di discutibile serietà. Ma se ai potenziali acquirenti viene finanche negato di poter esaminare i bilanci reali, saremmo di fronte al nuovo Guarascio.

Se il sindaco è a conoscenza di tali situazioni, deve assolutamente prendere posizione. Togliendo la disponibilità delle strutture, all’attuale proprietà della Reggina. O comunque, iniziando a pretendere l’immediato pagamento degli arretrati. E non vogliamo fare l’esempio di altri sindaci, perché riteniamo che Cannizzaro non sia politicamente inferiore ad altre fasce tricolori, al sud.

Interrompere la nebulosa concessione del Sant’Agata, che vive di tacita proroga ormai da 18 mesi con tanto di utilizzo extra rispetto ai campi inizialmente concessi, indurrebbe Ballarino a mostrare maggiore apertura verso le – reali – proposte pervenute. Senza il centro sportivo, l’attuale proprietà della Reggina dovrebbe inventarsi una sede per gli uffici. E trovare in fretta e furia un luogo adatto per il ritiro. Pagando.

Dopodiché, dato che la patata bollente se l’è voluta prendere lui ancor prima delle elezioni, Cannizzaro dovrebbe capire anche quale possa essere la migliore soluzione per la Reggina. Se può nutrire dei dubbi sulla bontà del partito – è il caso di dire – individuato dai suoi più robusti alleati politici, si ricordi che siamo a giugno.

Cannizzaro non può non essere a conoscenza dell’identità di almeno il 75% dei soggetti imprenditoriali, interessati a rilevare il club. Il proprietario della Reggina non è soggetto ad elezioni. Se stanotte Ballarino si deguarascizza e decide, diversamente rispetto al presidente del Cosenza, di liberare l’ostaggio prima che aumenti la pressione di tifoseria e politica, può vendere anche al primo che arriva.

Consentire che ciò avvenga senza che, nel frattempo, dal nuovo sindaco non sia arrivata nemmeno una telefonata di scuse – non dovute ma intelligenti – a Gianni Infantino per gli ignobili fischi di settembre al “Granillo”, significa che dovremo accontentarci di ciò che meritiamo. Se lo logiche sono queste, non meritiamo molto meglio di Ballarino. E a questo punto, meglio il cinema.

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