L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria, in collaborazione scientifica con SISMLAB S.r.l., Spin Off dell’Università della Calabria, promuove il percorso formativo «Nuovi scenari dell’ingegneria civile. Dalla transizione energetica alla sicurezza delle strutture». Quattro appuntamenti, dal 20 novembre all’11 dicembre 2026, dedicati all’evoluzione delle competenze tecniche e alle sfide che attendono il territorio.
La sicurezza delle infrastrutture, la tutela del patrimonio costruito e la transizione energetica sono questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita, sulla capacità di attrarre investimenti e sulle prospettive di crescita della Calabria. Per affrontarle non bastano interventi isolati: occorrono programmazione, innovazione e una piena valorizzazione delle professionalità tecniche.
«Lo sviluppo di un territorio non dipende soltanto dalle risorse disponibili, ma dalla capacità di trasformarle in opere utili, sicure e durature», afferma Francesco Foti, Presidente dell’Ordine. «Gli ingegneri devono essere coinvolti fin dalla definizione delle scelte strategiche, non soltanto nella fase della loro attuazione. La competenza tecnica è indispensabile per valutare le alternative, prevenire i rischi e orientare gli investimenti verso risultati concreti per le comunità».
In una regione esposta a rischi sismici e idrogeologici, la conoscenza delle condizioni di ponti, dighe, edifici e infrastrutture assume un valore prioritario. Verifiche, monitoraggio e manutenzione programmata devono diventare parte stabile delle politiche pubbliche. «Non possiamo continuare a inseguire le emergenze», osserva Foti. «La prevenzione è una scelta di responsabilità, ma anche un fattore di sviluppo: protegge le persone, conserva il patrimonio collettivo e rende i territori più affidabili e competitivi».
Il percorso formativo approfondirà il 20 novembre le opportunità dell’ingegneria civile nella transizione energetica; il 27 novembre la valutazione della sicurezza sismica di ponti e dighe; il 4 dicembre gli interventi sul patrimonio storico tutelato, attraverso il caso studio di Sant’Agostino; l’11 dicembre la diagnostica delle strutture in acciaio, con particolare riferimento all’affidabilità delle unioni bullonate. Gli incontri vedranno il contributo scientifico e tecnico del Prof. Ing. Giacinto Porco e dell’Ing. Antonio Iorfida di SISMLAB.
La collaborazione con il mondo universitario costituisce da sempre un elemento qualificante dell’attività dell’Ordine. I rapporti con l’Università della Calabria e con l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria testimoniano una consolidata attenzione alla ricerca e all’aggiornamento professionale. Con la Mediterranea, in particolare, l’Ordine porta avanti una collaborazione continua e costante con i Dipartimenti DIIES e DICEAM, punti di riferimento per la formazione dei professionisti del territorio e per il confronto sulle innovazioni che interessano l’ingegneria.
«Il dialogo con le nostre Università è fondamentale perché consente di collegare ricerca, formazione e pratica professionale», sottolinea Foti. «È un rapporto costruito nel tempo, che intendiamo proseguire e rafforzare, offrendo agli iscritti occasioni di approfondimento scientifico e di confronto con le competenze presenti negli Atenei calabresi».
«Vogliamo un Ordine capace di contribuire alle scelte che riguardano il futuro della Calabria e di promuovere opportunità per le nuove generazioni di ingegneri. Formazione qualificata, cultura della prevenzione e capacità progettuale devono procedere insieme. È così che la conoscenza diventa sviluppo per il territorio», conclude il Presidente.
