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Coordinamento X Città Metropolitana: “È vero, siamo italiani. Ma, cari politici, non siamo del tutto stupidi”

“Siamo veramente stufi!

Non se ne può più di questa sorta di politici incapaci, seduti sugli scanni del Governo a inventarsi cavolate (per essere gentili) pur di arrivare indenni al dopo estate.

Primo tra tutti Conte, che sbraita, minaccia, cerca di ricattare Draghi, mentre quest’ultimo seraficamente e senza scomporsi, pone la fiducia – la 53esima – e lo lascia con un palmo di naso. E allora Conte sbraita ancora di più e pretende risposte certe entro questo mese, altrimenti……..altrimenti cosa? Tutti i partiti, in questo caldo inizio luglio, hanno iniziato una violenta campagna elettorale prevedendo la caduta del Governo Draghi in tempi brevissimi. Però a settembre, quando l’aria dovrebbe essere più fresca e la tanto ambita vetta pensionistica sarà stata raggiunta. Altrimenti cosa, Conte? Già prima della scissione, i 5 stelle erano in caduta libera; adesso, con la genialata di Di Maio per evitare la fregatura del blocco al terzo mandato, entrambi gli schieramenti se la giocano con numeri da prefisso telefonico.

Un cenno, se pur pietoso, lo merita anche Letta che, consapevole della curva in discesa del gradimento del PD, si sta affannando a proporre idiozie parlamentari, quando in Italia si boccheggia, e non per il caldo eccessivo, ma per le tasse eccessive, per gli aumenti esorbitanti delle materie prime, che trascinano con sé aumenti generalizzati dei beni di prima necessità. Per il costo dei carburanti, per la mancanza d’acqua, per gli stipendi e le pensioni troppo bassi, per gli sbarchi giornalieri puntualmente autorizzati da un genio in gonnella che o di politica non capisce un tubo, oppure sta seguendo una linea di condotta ben precisa per condurci per la manina verso la rovina. E quindi Letta, responsabilmente, come pensa di intervenire per tentare di sanare gli innumerevoli disagi degli Italiani? Ma naturalmente con lo Jus Scholi e con la liberalizzazione della droga. In tanti si chiedono perché mai sia tornato in Italia, quando in Francia stava così bene.

Nessuna pietà nemmeno per il centro destra più o meno unito. In aperta campagna elettorale anche loro, ma non riescono a mettersi d’accordo se appoggiare o meno il Governo, data la natura europeista assolutista di Forza Italia. E allora minacciano, e allora puntano il dito contro Draghi e le sue imposizioni/ossessioni, e allora blaterano all’infinito, ma poi votano la fiducia su tutto. Perché è ancora presto per fare cadere il governo: anche loro lo faranno a settembre, per i noti motivi.

Parlare di Speranza? Ma vah, non ne vale la pena. È la persona più detestata d’Italia, senza più alcuna credibilità ma che, nonostante il fatto che si sia assolutamente accertato che le inoculazioni (per favore, non chiamiamoli vaccini) siano state causa di morti improvvise, di gravi effetti secondari e che siano del tutto inutili se non dannose, sta mettendo in piedi la solita manfrina dei contagi in aumento per imporre la quanta dose, prima che gli acquisti a suo tempo effettuati scadano definitivamente.

Di tutti gli atri meglio non parlare, per evitare coliche improvvise ed inopportune.

Sono pochissimi quelli che, in Parlamento, sostengono chiaramente e senza alcun timore reverenziale, che Draghi è stato un fallimento sotto tutti gli aspetti lo si voglia analizzare. Ma sono in pochi, per adesso, e non hanno alcuna forza contrattuale.

Se tutto procederà come ormai ampiamente previsto, intorno a settembre alcuni partiti non rinnoveranno la fiducia a Draghi e si dovrà andare a votare nella primavera successiva. Tutti i “protagonisti” si vanteranno di avere fatto quella scelta per amore verso gli Italiani in sofferenza, invitandoli tutti al voto, quale premio di coraggio e sincera buona volontà.

Ora, se pur vero che molti Italiani sono totalmente ottusi dalla troppa televisione e dalla tempesta di notizie a senso unico dei giornali, è anche vero che, man mano, la maggioranza si è svegliata, e certamente sapranno come ricompensare questa massa informe di politici per caso”.

Così in una nota Nicola Barreca, del Coordinamento X Città Metropolitana.

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