Il sindaco Franz Caruso ha partecipato questa mattina alla commemorazione in memoria dei cinque bambini tragicamente uccisi sotto i bombardamenti anglo-americani del 12 aprile 1943, promossa dal Comitato spontaneo Spirito Santo, presieduto da Giannino Dodaro.
“Tenevo molto ad essere presente qui questa mattina, oggi 12 aprile, a testimonianza del ricordo triste e doloroso della comunità legato a quel 1943 – ha affermato Franz Caruso – Ottantatré anni di sofferenza per le famiglie discendenti, per i conoscenti e per la nostra comunità che ha vissuto quel drammatico momento”.
Il Primo Cittadino ha poi proseguito il suo intervento soffermandosi sul valore della pace, della responsabilità collettiva e del ruolo dell’educazione:
“È importante combattere – ha detto – perché ogni giorno dobbiamo impegnarci per tutelare quelle che non sono conquiste immortali, perché non esistono conquiste che restano per sempre. La pace, purtroppo, non è una condizione acquisita in modo definitivo: lo vediamo nei conflitti che attraversano l’Europa, il Medio Oriente, l’Iraq e molti altri Paesi del mondo.
La giornata odierna non è importante solo per i ragazzi presenti in rappresentanza della scuola protagonista di quell’evento, ma per tutti noi. La lotta contro la guerra passa anche attraverso l’eliminazione della violenza delle parole. Ha ragione il Santo Padre quando richiama questi valori, anche se spesso tali insegnamenti non vengono seguiti da chi ha maggiori responsabilità”.
“Dobbiamo impegnarci a combattere la violenza verbale – ha proseguito Caruso –. Non è semplice, perché i mezzi di comunicazione e i social network spesso favoriscono l’aggressività. Questa è una prima battaglia da affrontare, soprattutto attraverso il ruolo degli educatori e della scuola, baluardo fondamentale di cultura e di contrasto a ogni forma di violenza.
La guerra va sempre contrastata perché è sbagliata in sé. Bisogna insegnare ai ragazzi la gentilezza, che deve guidare ogni azione contro ogni forma di violenza, a partire da quella verbale. Pace, libertà e uguaglianza sono valori per i quali dobbiamo continuare a impegnarci con costanza.
Sono convinto che le conquiste ed il cambiamento non avvengono con l’uso delle armi ma con l’utilizzo di strumenti democratici, tra questi il voto. Lo abbiamo visto anche recentemente in una nazione europea che era stata definita una democrazia illiberale e che oggi è tornata, o può tornare, a essere una democrazia liberale. Mi riferisco all’Ungheria, dove il voto ha segnato la fine di 16 anni di ‘democratura’. È importante per l’Europa puntare a un’Unione forte e coesa: quando i valori uniscono, si rafforzano anche le istituzioni”.
“La giornata di oggi offre molti messaggi da trasmettere – ha concluso Caruso – Non bisogna mai dimenticare che la memoria è fondamentale per non ripetere gli stessi errori che, oggi, purtroppo sono stati nuovamente commessi. Mai abbassare la guardia, dunque, e continuare a difendere le libertà che i nostri antenati ci hanno consegnato”.
