Ci siamo. Manca ormai pochissimo alla fine del campionato cadetto e tutti i media e gli addetti ai lavori, così come il mondo dei pronostici con i numeri delle scommesse sulla Serie B, non possono non concordare nell’inquadrare Venezia, Monza e Frosinone come le uniche vere candidate al successo nel torneo, nonostante il valore storico del Palermo. La lotta per la promozione diretta in A è infatti più aperta che mai e in corsa ci sono proprio i lagunari di mister Giovanni Stroppa, i brianzoli del tecnico Paolo Bianco e i ciociari di Massimiliano Alvini. Ripercorriamo allora la carriera dei tre tecnici che si contendono la Serie B nella stagione 2025-26, analizzando le singole esperienze da calciatore e poi in panchina.
Giovanni Stroppa
Giovanni Stroppa ha vissuto una carriera da calciatore di alto livello, distinguendosi come centrocampista offensivo dotato di grande tecnica. Cresciuto nel Milan, ha avuto l’opportunità di giocare anche in competizioni europee, oltre a vestire la maglia di Lazio, Udinese, Genoa e anche di squadre di provincia importanti come Foggia e Avellino.
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Stroppa ha intrapreso la carriera da allenatore costruendo nel tempo una propria identità. Dopo le prime esperienze nelle giovanili del Milan, ha disputato una bella stagione nell’allora Lega Pro con il Sudtirol per poi avere una piccola chance in A, subentrato a alla guida di un Pescara ormai però rassegnato. Dal 2013 ha trovato continuità tra Serie B e Serie C, imponendosi come tecnico capace di dare un’impronta offensiva alle sue squadre. Per ben due volte si è conquistato la promozione dalla B alla A, prima con il Crotone e poi con il Monza, non riuscendo però a confermarsi nella massima serie.
Quest’estate ha firmato per il Venezia e sta facendo davvero ottime cose guidando i lagunari nelle zone altissime di classifica, con l’obiettivo concreto di riportarli in Serie A. Con gli arancioneroverdi Stroppa si affida a un solido 3-5-2 con una punta più leggera come Yeboah di un centravanti di ruolo come Adorante.
Paolo Bianco
Paolo Bianco ha costruito invece la sua carriera da calciatore come difensore centrale, mettendo in evidenza solidità e senso della posizione. Non è stato un giocatore sotto i riflettori (in A ha vestito le maglie di Catania, Cagliari, Atalanta e Sassuolo), ma ha sempre garantito affidabilità e spirito di sacrificio, qualità che lo hanno accompagnato anche nel passaggio in panchina.
Dopo il ritiro, Bianco ha iniziato un percorso graduale come allenatore, lavorando anche come collaboratore tecnico di Sassuolo e Juventus prima di assumere incarichi da primo allenatore. Questa fase gli ha permesso di acquisire competenze importanti e di sviluppare una visione moderna del gioco. La sua prima esperienza è stata in C al Siracusa, mentre in B ha ottenuto risultati non ottimali sulle panchine di Modena e Frosinone.
Il grande passo avanti lo ha fatto proprio in questa stagione grazie all’arrivo sulla panchina dell’appena retrocesso Monza. Il club brianzolo ha deciso di puntare su di lui per avviare il progetto di risalita immediata nel massimo campionato italiano e l’obiettivo è ancora ampiamente raggiungibile dopo un’annata in crescendo. Anche mister Bianco punta sul 3-5-2, potendo però contare su centrocampisti di qualità e inserimento come Pessina ed Hernani, mentre i due attaccanti sono prime punte effettive come ad esempio Cutrone e Petagna.
Massimiliano Alvini
Infine, Massimiliano Alvini rappresenta il classico esempio di allenatore costruito attraverso una lunga gavetta. Anche la sua carriera da calciatore, sviluppata nelle categorie minori, è stata caratterizzata da impegno e dedizione, elementi che hanno segnato profondamente il suo approccio al calcio.
Il percorso da allenatore è iniziato lontano dai riflettori, tra dilettanti (Signa e Quarrata) e Serie C, dove ha saputo mettersi in evidenza grazie a risultati importanti. Alvini ha costruito la sua reputazione passo dopo passo, guadagnandosi la fiducia di club ambiziosi e arrivando fino alla Serie B con una forte identità tattica. Le sue squadre sono spesso aggressive, organizzate e difficili da affrontare. L’unica esperienza in A è arrivata nella stagione 2022-23 con la Cremonese, dove però è stato esonerato a gennaio senza aver vinto nessuna delle 18 partite disputate.
La sua grande rivincita sta arrivando al Frosinone, sulla cui panchina si è seduto proprio all’avvio di questa stagione. Il tecnico di Fucecchio sta provando a trascinare i laziali verso la risalita in A e le chance sono ottime. In questa stagione Alvini si è adattato alle caratteristiche dei suoi giocatori e scende in campo con un 4-3-3 sfrontato, dove sfrutta le qualità degli esterni (Kvernadze e Ghedjemis) e delle mezzali (Calo e Koutsoupias).
