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Sciopero generale: a Crotone forze dell’ordine in un liceo per avere i numeri sul corteo?

Le visite delle forze dell’ordine al liceo classico Pitagora di Crotone, effettuate a pochi giorni dalla manifestazione studentesca annunciata per oggi 30 ottobre in occasione dello sciopero generale, hanno suscitato interrogativi sulle ragioni degli accessi all’interno dell’istituto. Al centro delle richieste rivolte al personale scolastico ci sarebbe stato il numero di studenti intenzionati a prendere parte al corteo.

Il primo episodio risale al pomeriggio del 27 ottobre, quando alcuni carabinieri si sono presentati nella scuola mentre erano in corso le operazioni per l’elezione dei rappresentanti dei genitori in seno al Consiglio d’istituto. I militari avrebbero chiesto di incontrare la dirigente scolastica, che in quel momento non si trovava nella struttura. La spiegazione fornita per giustificare la visita sarebbe stata la volontà di avanzare proposte per attività legate all’educazione alla legalità. Nel corso della stessa interlocuzione sarebbe stata avanzata anche una richiesta relativa alla consistenza numerica della partecipazione studentesca alla mobilitazione del 30 ottobre. Una necessità che, secondo la ricostruzione fornita, sarebbe stata legata esclusivamente all’organizzazione dei servizi per garantire il regolare svolgimento dell’iniziativa, senza alcuna finalità di “profilazione”.

Un secondo accesso si è verificato nella mattinata del giorno successivo. Questa volta a raggiungere il Pitagora sono stati due agenti di polizia in uniforme. La circostanza è stata riscontrata da insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Anche i poliziotti avrebbero manifestato l’intenzione di parlare con la preside, risultata però nuovamente assente perché impegnata fuori sede. Stando a quanto ricostruito, gli agenti avrebbero quindi chiesto agli impiegati della segreteria informazioni sul numero di ragazzi previsti alla manifestazione.

Sulla vicenda è intervenuto il questore di Crotone, Renato Panvino, che ha escluso di avere impartito disposizioni per iniziative di questo genere. Il responsabile provinciale della Polizia ha inoltre chiarito che non risultano indagini in corso tali da rendere necessaria un’attività investigativa all’interno del liceo.

Un elemento, infine, viene sottolineato nella ricostruzione degli episodi: in nessuna delle due occasioni gli appartenenti alle forze dell’ordine avrebbero avuto contatti diretti con gli studenti. Il 27 ottobre, peraltro, i ragazzi erano impegnati nelle procedure di voto per scegliere i propri rappresentanti d’istituto.

 

“Apprendiamo con sconcerto quanto accaduto nelle ultime ore negli istituti superiori di Crotone, dove esponenti delle forze dell’ordine si sono presentati per chiedere alle dirigenze scolastiche informazioni in merito alle studentesse e agli studenti intenzionati a partecipare alle manifestazioni previste per domani 30 ottobre.

Come CGIL Calabria e FLC CGIL Calabria esprimiamo la nostra più ferma condanna di fronte a quella che si configura come una vera e propria intimidazione preventiva, un fatto di una gravità inaudita. Il diritto di sciopero e la libertà di manifestare pacificamente il proprio pensiero sono pilastri irrinunciabili della nostra Costituzione democratica.

La scuola pubblica della Repubblica è, per sua stessa natura, il luogo d’elezione per l’educazione al pensiero libero, allo sviluppo del senso critico e alla partecipazione civica. L’ingresso di polizia e carabinieri nelle scuole con il palese intento di “identificare” o “censire” chi intende esercitare diritti costituzionalmente garantiti è un atto inaccettabile che ci riporta a stagioni buie della nostra storia democratica.

Riteniamo altrettanto intollerabile il tentativo di trasformare le dirigenze scolastiche e il personale docente in controllori delle libere scelte di mobilitazione di ragazze e ragazzi. A loro, così come a tutto il personale scolastico che si è trovato a fronteggiare questa inusuale e inaccettabile ingerenza, va la nostra totale e incondizionata solidarietà. Non permetteremo in alcun modo che un clima di repressione del dissenso varchi le soglie delle nostre aule.

Di fronte a questa ingiustificabile forzatura, chiediamo pubblicamente di fare immediata chiarezza. Pretendiamo di sapere chi ha dato l’ordine di procedere con tali verifiche e con quali finalità si è deciso di turbare il sereno svolgimento della vita scolastica.

Episodi di questa portata non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione e confermare l’urgenza dei temi posti alla base dello sciopero generale del 20 novembre, giorno in cui si terrà anche lo sciopero internazionale studentesco: la difesa del diritto allo studio e al lavoro, la lotta alla precarietà e al carovita, e la tutela intransigente degli spazi di democrazia e libertà” affermano Gianfranco Trotta Segretario Regionale CGIL Calabria, e Alfonso Marcuzzo Segretario Regionale FLC CGIL Calabria.

Abbiamo appreso poco fa dalla stampa locale qualcosa di folle: a Crotone i carabinieri si sono presentati al liceo classico “Pitagora”, e in almeno altri due istituti della città  calabrese, a caccia dei nomi di chi parteciperà allo sciopero del 30 ottobre. Siamo di fronte a un’intimidazione gravissima e inaccettabile.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

Le scuole – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – sono luoghi di formazione e di libertà, non sono presidi di controllo preventivo. Chiedere ai rappresentanti d’istituto chi manifesterà, in assenza per giunta della dirigente scolastica, è un metodo da stato di polizia.
Il Governo risponde ormai sistematicamente al dissenso con la repressione. Piantedosi cos’ha da dire a riguardo? Vogliamo sapere  chi ha dato l’ordine, il Ministro chiarisca immediatamente, conclude Piccolotti.

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