Agguato mafioso stanotte in contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano all’Ionio (Cosenza), ai danni di Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della criminalità organizzata della Sibaritide. L’agguato è avvenuto intorno alla mezzanotte e ha provocato la morte della moglie dell’uomo, Silvana Sibarelli, mentre Pepe è rimasto gravemente ferito. Sembra che il commando omicida sia entrato in azione nei pressi dell’abitazione di Pepe. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Cassano all’Ionio.
Sono gravi le condizioni di Pepe: trasportato prima all’ospedale di Corigliano Rossano, è stato poi trasferito a Cosenza dove sembra sia stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La donna uccisa aveva 60 anni.
“E’ un grido di dolore e di libertà, sono le parole che sento di dover pronunciare, senza esitazioni, all’indomani di un agguato che, per modalità e ferocia, restituisce ben evidente e riconoscibile la firma della ‘Ndrangheta”. Lo dice, in una dichiarazione, Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano all’Ionio (Cosenza), dove la notte scorsa in un agguato è stata uccisa Silvana Sibarelli, di 60 anni, moglie di Damiano Pepe, rimasto gravemente ferito ma che non sarebbe in pericolo di vita. “Di fronte a ciò, davanti ad una scia di sangue che si allunga – prosegue il primo cittadino – restano indispensabili e fondamentali la prevenzione, la formazione e lo sviluppo socio-economico. Tuttavia, altrettanto importante, è sicuramente urgente, diventa una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace”. “Già nelle prossime ore” il sindaco chiederà “formalmente al prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’adozione di ogni misura utile ed opportuna, mentre lunedì pomeriggio, insieme al vescovo, monsignor Francesco Savino, promuoveremo un’assemblea pubblica per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, delle iniziative da assumere. Insieme, tutti insieme, per riaffermare un principio, una necessità, un grido: giù le mani dalla città”, conclude Iacobini.
