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Trombino (FdI) ricorda Pino Rauti nel centenario della nascita

In occasione del centenario della nascita di Pino Rauti (1926-2026), figura di primo piano della storia politica del Novecento italiano, già Segretario del Movimento Sociale Italiano e fondatore della componente della “Destra Sociale”, il Capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Rende, Eugenio Trombino, ha rilasciato una nota ufficiale volta a delineare lo spessore intellettuale e l’eredità politica del leader.
 Una ricorrenza che per Trombino non rappresenta una semplice celebrazione calendariale, ma la riaffermazione di un percorso ideale coerente, profondo e mai interrotto.
«Per chi, come il sottoscritto, e’ rimasto influenzato   sin da  giovanissimo dalle idee e dal  pensiero  della destra rautiana – dichiara Eugenio Trombino –
 il centenario della nascita di Pino Rauti non è un esercizio di memoria nostalgica, ma la riscoperta di una straordinaria cassetta degli attrezzi ideologica, politica e culturale, fondamentale per leggere la complessità della modernità.
 Rauti non è stato un semplice leader di partito: è stato l’animatore di un’avanguardia culturale instancabile, l’uomo che ha spalancato le finestre del mondo della destra italiana al confronto con le sfide del futuro».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Rende ripercorre nel dettaglio le tappe e le intuizioni del pensiero rautiano, soffermandosi sulle sue tesi più rivoluzionarie: «Dobbiamo a Pino Rauti la rottura degli schemi tradizionali del panorama politico del dopoguerra. Attraverso formidabili laboratori di idee come il Centro Studi Ordine Nuovo, e successivamente con riviste d’area storiche come Linee Future, Elementi e Pagine Libere, Rauti ha saputo destrutturare il pensiero unico dominante. La sua intuizione più folgorante è racchiusa nella formula dell'”andare oltre”: il superamento coraggioso dei vecchi steccati ideologici e degli schemi anacronistici ereditati dal passato, per proiettare l’idea tradizionale direttamente nelle sfide della modernità e della post-modernità. La vera Destra, per Rauti, non poteva essere un’appendice del sistema conservatore o liberale, né limitarsi ad una sterile reazione d’ordine, ma doveva farsi “comunità organica” e “alternativa di civiltà”».
«Il cuore di questa visione – prosegue Trombino – si è tradotto storicamente nella teoria e nella prassi dello “sfondamento a sinistra”. Rauti ha compreso prima di chiunque altro che i temi della giustizia sociale, della centralità del lavoro, della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese attraverso la socializzazione e la difesa delle classi popolari non dovevano essere lasciati al monopolio delle sinistre o del marxismo materialista. Quello dello “sfondamento a sinistra” è stato un vero e proprio manifesto antropologico e politico: una destra capace di scendere nelle piazze, di parlare ai lavoratori, di presidiare le periferie e di difendere gli ultimi contro lo sradicamento economico provocato dai grandi agglomerati finanziari e dal capitalismo globale. Accanto a questo, Rauti è stato il pioniere di un ecologismo profondo e identitario: quando nessuno ne parlava, lui teorizzava l’alleanza tra uomo e natura, il rifiuto dello scempio urbanistico e la tutela del territorio come custode della memoria storica dei popoli».
La nota si conclude con una riflessione legata all’azione politica locale sul territorio calabrese: «Pino Rauti aveva un legame viscerale con il Mezzogiorno e la Calabria, terre che considerava non periferie da assistere, ma serbatoi di energia spirituale e culturale capaci di riscattarsi. Oggi, nel rivestire il ruolo di Capogruppo di Fratelli d’Italia a Rende, sento il dovere di tradurre quella lezione di stile, di coerenza e di ardimento intellettuale nell’azione quotidiana. Portare avanti le idee rautiane nelle istituzioni locali significa difendere i servizi sociali per le fasce più deboli, tutelare l’ambiente e contrastare ogni forma di omologazione culturale, dimostrando che la lezione dell’andare oltre e dello sfondamento sociale di Pino Rauti, a cento anni dalla sua nascita, non appartiene al passato, ma è un faro per le battaglie del presente e del futuro».
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