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Gabriele Martino a Touring: “Ai giocatori forti non devi far mancare nulla. Lotito? Lui non mi ha chiamato…”

“Premesso che la Reggina vincerà il campionato, credo bisogna mettere i calciatori in condizione di potersi esprimere meglio”. Questa una delle frasi con cui Gabriele Martino, storico direttore della Reggina – tre promozioni di cui due in A – ha iniziato la propria ospitata nel corso di Mezzogiorno Amaranto su Radio e Video Touring.

Il direttore torna sulla sconfitta di Capaci: “A centrocampo si è sbagliato tanto, sia nelle verticalizzazioni che nei fraseggi. Gli spazi non erano quelli che troviamo al Granillo. Abbiamo fatto fatica negli uno contro uno. Gli avversari, più che un pressing, facevano una marcatura ad uomo ed annullavano le nostre fonti di gioco. Ci hanno messo in difficoltà nelle ripartenze. Leveque ha molto limitato Acquadro. Misiti ha saputo leggere le difficoltà degli amaranto. Napolitano ha fatto il bello ed il cattivo tempo, non siamo riusciti a prendere le contromisure”.

Qualche accenno sul prossimo avversario in campionato: “La Vibonese ha vinto in trasferta sia a Palermo oche a Caltanissetta. Ha calciatori importanti per la categoria: Ledesma, Marsico, Semenzin, Simpson – snocciola il ds Martino a Radio Touring –  Soprattutto dalla cintola in su, ha giocatori importanti. Ancora per poco, se qualche avversario può pensare di inserirsi, terranno. Dopo la sosta natalizia, quando le altre 17 squadre avranno preso contezza che vincerà la Reggina, smembreranno i loro organici”.

Martino offre una lettura tattica molto interessante: “Non sono mai stati i moduli a far vincere un campionato. Ho sempre pensato sia più importante l’atteggiamento che tiene una squadra in campo. Poi devi capire quale è il modo più funzionale per farli rendere al meglio. Generalmente, i direttori costruiscono le squadre in base all’allenatore. Ho l’impressione che alla squadra amaranto siano arrivati giocatori forti, con l’obiettivo di vincere bene. Non all’ultima giornata. Quando si ha in squadra gente abile nell’uno contro uno, l’allenatore deve trovare il sistema per farli coesistere. Mi riferisco per esempio ad Alma e Guida, che hanno vinto campionati giocando come attaccanti esterni. Hai difensori centrali forti ed esperti: Baldan, Lancini e Girasole sr. Giocando con due di questi tre, puoi fare a meno del terzo centrale”.

“La partita ha avuto significati importanti. Magari di questi scivoloni, nell’arco delle altre 28 partite, ne faranno altri due. Però arriveranno l’obiettivo finale. Chiaro è che quando prendi giocatori così forti, non gli devi far mancare nulla. E sono convinto che l’organizzazione societaria sia tale da non far mancare nulla – ha rimarcato Gabriele Martino – Ti danno in termini di risultati e prestazioni, ma gli devi anche saper dare. Domenica prossima sarà una partita delicata. Si affrontano la squadra che vincerà il campionato e quella che, almeno fino a dicembre, darà fastidio. Per dirla come l’allenatore, se non la puoi vincere non la devi perdere”.

Martino è stato il primo ds di Lotito alla Lazio: “Posso parlare solo del Lotito di 20 anni fa. Il Lotito attuale, non lo conosco. Lo sentii l’ultima volta nell’estate 2022, quando mi telefonò per propormi qualche calciatore tra i quali Cicerelli. Non mi ha cercato in questa fase, né io ho cercato lui. Potrei parlare solo del Lotito 2004/05. Era appena divenuto presidente della Lazio, in una situazione infernale. Lui è un presidente sui generis. Ho sempre detto che Lotito è un grande, nel suo genere. Ma non ho mai capito qual è il suo genere. Vive di sfide”.

p.f.

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