Spezzare il legame tra origine familiare e destino criminale, offrendo a giovani, donne e madri strumenti concreti per allontanarsi dagli ambienti mafiosi. È il principio al centro di “Liberi di scegliere”, la legge dedicata alla protezione e all’assistenza dei minori e degli adulti di riferimento che vivono in contesti segnati dalla criminalità organizzata.
A tornare sul provvedimento è stata Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, intervenuta a Roma a “Fenix – Il tempo del coraggio”, nell’incontro dedicato proprio al tema della libertà dai condizionamenti mafiosi.
«Abbiamo detto a un giovane che se porti il cognome di un mafioso non devi per forza essere un mafioso», ha affermato Colosimo, insistendo sulla possibilità di offrire un’alternativa a chi cresce in famiglie o territori nei quali la criminalità organizzata esercita una forte influenza.
La presidente dell’Antimafia ha quindi allargato il ragionamento alle diverse organizzazioni criminali presenti nel Paese. «Abbiamo detto che se nasci in un posto dove l’unica cosa che conoscono è la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la Sacra Corona Unita, non devi per forza rimanere lì».
Particolare attenzione è stata rivolta anche alle donne che intendono allontanare se stesse e i propri figli da ambienti criminali. «Abbiamo detto alle donne e alle mamme: “Vi potete ribellare e sottrarre al giogo della criminalità organizzata”».
Secondo Colosimo, il principio deve però essere accompagnato da risorse e misure di sostegno. «E non glielo abbiamo detto con uno slogan, ma con 10 milioni l’anno», ha sottolineato nel corso del suo intervento.
“Liberi di scegliere” è diventata legge il 17 luglio 2026 ed è entrata in vigore il 9 agosto. Il provvedimento disciplina misure di protezione personale e di assistenza sociale, economica e psicologica per minori e adulti di riferimento esposti a un grave pregiudizio a causa dell’appartenenza a contesti di criminalità organizzata.
La misura ha un legame particolarmente significativo con la Calabria: il percorso trae origine dall’esperienza maturata presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, successivamente estesa ad altre realtà giudiziarie.
Colosimo ha infine sottolineato la convergenza parlamentare raggiunta sul testo. «La legge è stata fatta all’unanimità perché non intendiamo dividere, ma unire su questi temi dando una direttiva chiara», ha concluso.
Il dato trova riscontro nell’iter parlamentare: alla Camera il provvedimento è stato approvato all’unanimità il primo luglio, mentre al Senato, il 15 luglio, la votazione finale ha registrato 142 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto.
