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Piano rifiuti, Consorzio Valle Crati annuncia ricorso al TAR. Granata: “Impegneremo gli atti di Arrical”

Il Consorzio Valle Crati si prepara a ricorrere al TAR Calabria contro gli atti relativi al procedimento del nuovo Piano d’Ambito dei rifiuti. È questa la decisione anticipata dal Presidente, Avv. Maximiliano Granata, dopo il diniego di ARRICAL alla richiesta del Consorzio di essere rimesso in termini nella fase di consultazione.
La posizione è stata già formalmente cristallizzata nell’atto del 18 settembre 2026: il Consorzio ha preannunciato l’impugnazione davanti al TAR Calabria – sede di Catanzaro – della deliberazione del Consiglio Direttivo d’Ambito n. 8 del 24 luglio 2026, del diniego del 17 settembre 2026 e degli atti presupposti, connessi e consequenziali, prevedendo anche la richiesta di tutela cautelare.
«Andremo al TAR. Non possiamo accettare che un ente pubblico che opera concretamente nel sistema ambientale della provincia di Cosenza venga escluso da un confronto che può incidere sul futuro degli impianti, dei servizi, degli investimenti e dei costi sostenuti dai cittadini», dichiara Granata.
Il nodo sollevato dal Valle Crati riguarda innanzitutto le modalità con cui è stata condotta la consultazione. Nell’atto il Consorzio evidenzia che la comunicazione sarebbe stata indirizzata direttamente a una vasta platea di soggetti istituzionali, comprendendo anche la categoria «Consorzi, enti tecnici, università», mentre il Consorzio Valle Crati non sarebbe stato inserito tra i destinatari.
Atto di contestazione, diffida e osservazioni preliminari Consorzio Valle Crati ad ARRICAL e Soggetti Competenti.
«Non chiediamo corsie preferenziali. Chiediamo che siano rispettati parità di trattamento, trasparenza e partecipazione procedimentale. Se ARRICAL ha ritenuto opportuno coinvolgere direttamente determinati enti e consorzi, dovrà essere chiarito perché il Consorzio Valle Crati, che rappresenta una realtà storica operante dal 1974, autonoma e direttamente interessata dalle scelte del Piano, non abbia ricevuto analogo coinvolgimento».
Il Consorzio contesta inoltre l’argomento secondo cui la comunicazione inviata ai Comuni consorziati sarebbe sufficiente a rappresentare anche la posizione del Consorzio Valle Crati. Nell’atto viene rivendicata la distinta soggettività dell’ente e la specificità delle sue posizioni patrimoniali, organizzative e gestionali.
La futura iniziativa giudiziaria non riguarderà quindi soltanto una PEC non ricevuta. Il tema centrale prospettato dal Consorzio è più ampio: verificare se il procedimento abbia assicurato una partecipazione effettiva e se il Piano sia sostenuto da un’istruttoria adeguata rispetto alle infrastrutture, ai costi e alle realtà gestionali interessate nella Macroarea Nord.
Le osservazioni già formulate investono infatti gli asset impiantistici, il Piano economico-finanziario, l’articolazione tariffaria, la salvaguardia occupazionale, la continuità dei servizi e le eventuali successive procedure di affidamento.
«Quando si ridisegna per anni l’organizzazione di un servizio pubblico essenziale – prosegue Granata – ogni scelta deve essere trasparente, motivata e fondata su dati completi. Dietro gli schemi organizzativi e finanziari ci sono impianti pubblici, lavoratori, Comuni e soprattutto cittadini che pagano le tariffe».
Il Consorzio Valle Crati ha chiesto ad ARRICAL di riesaminare il diniego, concedere un termine non inferiore a 45 giorni per presentare osservazioni complete e sospendere, nelle more, l’iter di approvazione definitiva e le procedure conseguenti.
Ma Granata anticipa che, in assenza di un intervento di ARRICAL idoneo a superare le contestazioni formulate, la controversia sarà portata davanti al giudice amministrativo.
«La porta del confronto istituzionale resta aperta. Ma il confronto deve essere effettivo. Se non arriveranno risposte adeguate, sarà il TAR a valutare la legittimità degli atti e del procedimento. Il Consorzio Valle Crati difenderà nelle sedi previste dalla legge le proprie prerogative, il patrimonio pubblico e gli interessi del territorio.»

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