La decisione del governo di intervenire sul bollo auto riaccende in Calabria lo scontro politico su una delle proposte che avevano caratterizzato l’ultima campagna elettorale regionale. Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ed Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, tornano infatti sulla misura avanzata all’epoca da Pasquale Tridico e chiedono al centrodestra di riconoscerne la validità.
«Pasquale Tridico aveva ragione: abolire il bollo auto non era una proposta folle o populista, ma una misura concreta per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. Oggi lo riconosce, con i fatti, proprio quel centrodestra che aveva deriso e attaccato la sua proposta», sostengono i due consiglieri regionali.
Bruno e Scutellà richiamano l’annunciata abolizione del tributo per le automobili di piccola e media potenza e per i motocicli. Una misura che, secondo quanto comunicato dal governo, dovrebbe interessare una quota rilevante del parco veicoli nazionale.
«Se sarà confermata e adeguatamente finanziata, non potremo che accoglierla positivamente. Il centrodestra, però, dovrebbe avere almeno l’onestà politica di riconoscere che Pasquale Tridico aveva visto giusto», affermano.
Il riferimento è alla proposta formulata da Tridico durante la campagna per le Regionali del 2025: sospendere il pagamento del bollo in Calabria per i cittadini con un Isee fino a 25mila euro e per importi della tassa non superiori a 250 euro.
Secondo Bruno e Scutellà, quella proposta fu accolta dal centrodestra con critiche e ironie. «Tridico venne descritto come un visionario lontano dalla realtà, quasi un irresponsabile. Oggi è lo stesso centrodestra nazionale a rivendicare l’abolizione del bollo come una risposta concreta alle esigenze delle famiglie».
I due capigruppo ricordano anche le polemiche della campagna elettorale e il riferimento a “Cetto La Qualunque” utilizzato dagli avversari politici per contestare alcune delle misure avanzate dal centrosinistra.
«Persino Giorgia Meloni, dal palco di Atreju, nel dicembre 2025, aveva ironizzato sulla proposta avanzata da Tridico. Oggi è proprio il suo Governo ad annunciare quella misura come una conquista e a presentarla come la cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani», sostengono Bruno e Scutellà.
La proposta del candidato del centrosinistra, ricordano ancora i due esponenti regionali, era stata collegata anche alle difficoltà che caratterizzano la mobilità in Calabria, dalle condizioni della rete stradale alle carenze del trasporto pubblico.
Nel loro intervento Bruno e Scutellà chiamano in causa anche Roberto Occhiuto, sostenendo che nel tempo sia cambiata la posizione del presidente della Regione sul tema. «Una conversione tardiva, ma certamente indicativa della validità della proposta iniziale», affermano.
Per i due consiglieri, la questione va comunque oltre la disputa sulla paternità politica dell’intervento. «Non rivendichiamo primogeniture per puro spirito di parte, ma pretendiamo rispetto per le proposte che mirano ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie».
Il ragionamento viene infine riportato alla realtà calabrese e alla forte dipendenza dal mezzo privato per gli spostamenti quotidiani. «In Calabria l’automobile non è un lusso, ma spesso una necessità, soprattutto a causa delle carenze del trasporto pubblico e delle difficoltà dei collegamenti interni».
Da qui la conclusione di Bruno e Scutellà: «Il presunto “folle visionario” Tridico lo aveva semplicemente compreso prima».
