I referenti dei Comitati di Corigliano-Rossano: Giovanni Antoniotti, Maria Lores Laera, Giovanni Dima, Daniele Spataro e Giuseppe Falbo, dichiarano di accogliere con favore l’annuncio del Sindaco Stasi: “Finalmente Corigliano-Rossano avrà un Piano di Protezione Civile digitalizzato. È una buona notizia.La digitalizzazione è utile. La comunicazione rapida è fondamentale. L’esempio brasiliano citato dal Sindaco, con tutti i cellulari che suonano all’unisono per una burrasca in arrivo, è suggestivo. Sarebbe però ancora più utile, ci permettiamo di aggiungere con una lieve e costruttiva ironia, fare in modo che quel messaggio di allerta non debba mai servire.Perché il miglior Piano di Protezione Civile è quello che non deve essere attivato. E per non attivarlo, bisogna prevenire.Siamo a metà settembre. Tra poche settimane arriveranno le piogge autunnali, quelle che a Corigliano-Rossano conosciamo bene. Eppure, girando per la città – dall’area urbana di Corigliano a quella di Rossano, dalle frazioni alle periferie – non si registra alcuna attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.Nessuna pulizia di griglie e tombini, ostruiti da mesi di terra, foglie e rifiuti. Nessun intervento sui fossi di scolo, sui canaloni e sulle fiumare che attraversano il territorio. Versano tutti in una condizione di alta pericolosità, con vegetazione che ormai non è più erba, ma arbusto. In alcuni tratti è talmente fitta da impedire persino l’ispezione visiva dell’alveo.Una situazione emblematica, e più volte segnalata da cittadini esasperati, è quella del fosso che costeggia l’intera via di Santa Lucia, nell’area urbana di Corigliano.Lì la preoccupazione dei residenti e delle attività commerciali è fortissima e del tutto legittima. Il vallone, in particolare nel tratto di fronte al distributore di benzina e vicino a un noto gommista della zona, si trova sotto il livello stradale. Le acque, non trovando sfogo nel canale ostruito, defluiscono inevitabilmente verso le abitazioni e i negozi. Famiglie e commercianti ci chiedono da mesi di farci portavoce di un allarme che è già diventato paura quotidiana.Non è allarmismo, è memoria. Quello stesso fosso è esondato nel 2007, ha creato danni gravissimi nel 2015 e in altre occasioni più recenti. Ogni autunno si ripete lo stesso copione: segnalazioni, promesse, poi la pioggia e la conta dei danni.Il Sindaco ha ragione su un punto: le competenze sul dissesto idrogeologico sono disseminate tra Regione, Provincia, Consorzio di Bonifica, Calabria Verde e tanti altri enti. Il rimpallo è reale. Ma proprio per questo, l’Amministrazione comunale, che è sul territorio e interviene per prima quando scatta l’emergenza, dovrebbe essere la prima a dare l’esempio, facendo almeno ciò che le compete: la pulizia del reticolo minore, delle caditoie cittadine, dei fossi di guardia comunali.A cosa serve un’app che ci avvisa in tempo reale che stiamo per allagarci, se non si è fatto nulla per evitare che ci allaghiamo? A cosa serve la cartellonistica nuova che indica le vie di fuga, se la via di fuga è allagata perché il tombino è otturato?Chiediamo quindi al Sindaco Stasi e all’Amministrazione comunale di passare, con la stessa solerzia con cui si è intercettato il finanziamento per la digitalizzazione, alla fase più “analogica” ma indispensabile della prevenzione:
1. Un piano immediato di pulizia straordinaria di tutte le griglie, i tombini e le caditoie stradali
2. La pulizia urgente del fosso di Santa Lucia, con la rimozione di erbacce, arbusti e materiale inerte, e il ripristino del regolare deflusso delle acque.
3. Un cronoprogramma pubblico di manutenzione di tutti i fossi e i canaloni di competenza comunale prima dell’inizio delle piogge.La prevenzione non si fa con un click, si fa con ruspe, decespugliatori e operai al lavoro.
Altrimenti, anche il Piano più digitale del mondo resterà quello che il Sindaco stesso ha detto di non volere: un adempimento da mettere nel cassetto, in attesa della prossima emergenza”.
Corigliano Rossano (Cs), Futuro Nazionale sul Piano di Protezione Civile: “Bene digitalizzazione, ma prevenzione non si fa con un click”
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