“Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri” - Oscar Wilde
HomeCalabriaCosenzaCarolei, chiesto l'arresto dell'ex sindaco Iannucci. La difesa: "L'acqua della sorgente Rupi...

Carolei, chiesto l’arresto dell’ex sindaco Iannucci. La difesa: “L’acqua della sorgente Rupi non risultava contaminata”

Si è concluso davanti al gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, l’interrogatorio preventivo di garanzia dell’ex sindaco di Carolei Francesco Iannucci, nei confronti del quale la Procura di Cosenza ha chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Vincenzo Capomolla e avviata nel 2024 dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, riguarda diverse ipotesi di reato, tra cui alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta.

Nel corso dell’interrogatorio, secondo quanto riferito dal suo legale Francesco Calabrò, Iannucci avrebbe fornito una serie di chiarimenti e depositato nuova documentazione a sostegno della propria posizione.

«Iannucci ha fornito tutti i chiarimenti possibili e prodotto ulteriore documentazione per dimostrare che, per quanto a sua conoscenza, l’acqua immessa dalla sorgente “Rupi” non era assolutamente contaminata o pericolosa», ha dichiarato l’avvocato Calabrò al termine dell’udienza.

Uno dei punti centrali della linea difensiva riguarda proprio l’utilizzo dell’acqua proveniente dalla sorgente. La difesa sostiene che l’immissione non sarebbe avvenuta in maniera clandestina, ma nell’ambito di una situazione di emergenza idrica già nota alle istituzioni locali.

«L’immissione dell’acqua non è avvenuta di notte, ma alla luce del sole, nell’ambito di un’emergenza idrica che interessava il territorio, con confronti in Consiglio comunale e attraverso un finanziamento regionale», ha spiegato Calabrò.

Il legale ha inoltre riferito di avere consegnato agli atti un esame microbiologico risalente al 2020 relativo alla sorgente Rupi, che secondo la difesa non era precedentemente noto agli investigatori. A questo si aggiungerebbe un secondo controllo del 2022, effettuato durante il periodo di gestione commissariale.

«Abbiamo prodotto i risultati di un esame microbiologico del 2020 sulla sorgente e un successivo esame del 2022 svolto durante la gestione commissariale, quando gli stessi commissari chiesero l’autorizzazione all’Autorità di bacino per l’utilizzo della sorgente», ha aggiunto l’avvocato.

La difesa ha poi affrontato gli altri episodi contestati nell’ambito dell’indagine, in particolare quelli relativi ai servizi cimiteriali e al servizio scuolabus.

Su questo fronte, Calabrò ha sostenuto che «fatta eccezione per un’ipotesi, si tratta di affidamenti diretti, dove vi è ampia discrezionalità della stazione appaltante e non è quindi configurabile il reato di turbativa d’asta».

Contestata anche la necessità di applicare una misura cautelare nei confronti dell’ex primo cittadino. Secondo il legale, non sussisterebbero né il rischio di reiterazione dei reati né quello di condizionamento dell’attività investigativa.

«Non vi è pericolo di reiterazione del reato, poiché Iannucci non ricopre più la carica di sindaco né ruoli tecnici, né di inquinamento probatorio, essendo i termini delle indagini ormai scaduti da mesi», ha affermato Calabrò.

La difesa ha quindi espresso fiducia sull’esito della valutazione del giudice. «Confidiamo che non venga applicata alcuna misura coercitiva».

Il gip si è riservato la decisione sulla richiesta avanzata dalla Procura. Il provvedimento è atteso nei prossimi giorni.

Articoli Correlati