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Villaggio del Fanciullo, Mancini: “Cosenza ha perso cinque anni. Ora trasformiamo la memoria in futuro”

«Non hanno abbandonato solo la città. Hanno abbandonato anche la memoria dei cosentini. Il Villaggio del Fanciullo è uno dei simboli più evidenti di quello che è accaduto a Cosenza negli ultimi cinque anni: troppe parole e troppo pochi fatti».

Lo afferma Giacomo Mancini, della direzione del PD Calabria, intervenendo sulle condizioni del Villaggio del Fanciullo e sulla vicenda relativa alla sua riqualificazione.

I SOLDI C’ERANO

«Parliamo di un intervento già finanziato: 452 mila euro per la riqualificazione del Villaggio e dell’area esterna, ai quali nel 2022 si aggiunsero altri 45.200 euro per l’aumento dei costi. Il progetto e le risorse c’erano».

Nel gennaio del 2023 il Comune comunicò che le procedure di affidamento erano state regolarmente espletate.

«Tre anni e mezzo dopo basta venire qui e guardare: è tutto abbandonato. Questo è il punto. Un finanziamento annunciato non è un risultato. Una procedura amministrativa non è un risultato. Il risultato è l’opera realizzata».

DOVE SONO FINITE LE RISORSE?

Mancini chiede che i cittadini siano informati su cosa sia accaduto successivamente.

«Quale procedura fu espletata? Fu aggiudicata? Fu sottoscritto un contratto? E soprattutto: qual è oggi la situazione dei 452 mila euro e dei 45.200 euro aggiuntivi?».

«Chissà che questa volta dal Palazzo, invece degli insulti personali, dell’arroganza con cui trattano ogni richiesta di trasparenza proveniente dai cosentini, non arrivino finalmente atti, date e numeri. I cosentini hanno diritto di sapere perché un’opera finanziata sia ancora in queste condizioni di abbandono».

LA MEMORIA DEL VILLAGGIO

«Questo non è un edificio qualsiasi – ricorda l’ex parlamentare socialista. Qui don Luigi Maletta ha dato una possibilità a migliaia di ragazzi di Cosenza e della provincia, offrendo accoglienza, istruzione e la possibilità di imparare un mestiere. Per migliaia di famiglie, proprio qui, è cominciato un futuro migliore».

Negli anni Novanta quegli stessi spazi tornarono a essere un luogo vivo grazie all’esperienza del centro sociale Gramna, spazio di aggregazione, partecipazione e produzione culturale che coinvolse tanti giovani e lasciò un segno nella storia sociale di Cosenza.

«La memoria, però, non può essere nostalgia. Don Luigi Maletta dava ai ragazzi gli strumenti per costruirsi un futuro nel suo tempo. Dobbiamo fare la stessa cosa con i giovani di oggi, utilizzando gli strumenti del nostro tempo».

LA PROPOSTA: LA FUCINA DEI GIOVANI

Da qui nasce la proposta di Mancini: recuperare il Villaggio del Fanciullo e farne uno dei luoghi simbolo della Cosenza di domani, realizzando la Fucina dei Giovani.

«Ieri al Villaggio del Fanciullo si imparava un mestiere. Domani si deve tornare a imparare come costruirsi un futuro. La Fucina sarà un luogo del fare: uno spazio dove studiare, incontrarsi, acquisire competenze, sviluppare progetti e confrontarsi con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, con il lavoro, l’impresa e la creatività».

«E la costruiremo insieme ai ragazzi. Non un luogo semplicemente fatto per i giovani, ma dei giovani, dove possano trasformare idee e talenti in opportunità».

«Questa è la Cosenza di domani che vogliamo: una città che custodisce la propria memoria e investe sulle nuove generazioni. Far rinascere il Villaggio del Fanciullo significa esattamente questo: trasformare la memoria in futuro».

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