Storia, memoria e visioni, tra passato e futuro, nel film “L’Agorà perduta”, diretto da Antonio Ciano, con la produzione creativa di Antonio Pezzano per Energie Condivise – Movimento Creativo, e la produzione esecutiva della Scuola Cinematografica della Calabria. Proiettato in anteprima nelle sale del Cinema Vittoria di Locri, in visione riservata al cast e ai giornalisti, con il patrocinio della Città di Locri nell’ambito del progetto “Leggere nella Città di Zaleuco”, l’opera (al momento in pre-montato) ha coinvolto ed emozionato, evidenziando una grande forza di valorizzazione del territorio.
Il film si muove tra storia, archeologia e finzione, mettendo al centro la figura di Zaleuco, legislatore della Locri Epizefiri del VII secolo a.C., e la ricerca dell’Agorà dell’antica polis, intrecciando la vicenda contemporanea con la memoria dei diversi scavi condotti a Locri Epizefiri nel tempo.
La narrazione segue Sofia, una giovane archeologa interpretata da Yile Yara Vianello, arrivata in Calabria con l’obiettivo di riportare alla luce l’Agorà della città antica. L’incontro con un misterioso pastore, interpretato da Francesco Migliaccio, e con suo figlio, interpretato da Giuseppe Sgambellone, introduce nella storia anche una dimensione più intima, legata ai temi sempre laceranti del dilemma tra partire e restare, tra abbandono e restanza.
Il soggetto è firmato dal regista Ciano e da Cristina Briguglio, mentre la sceneggiatura vede inoltre le firme di Giacomo Pezzano, Pietro Reggiani, Fabio Nunziata. La fotografia di Luca Coassin esalta i luoghi in maniera magistrale.
Il montaggio è di Fabio Nunziata, le musiche originali sono di Elio Carrà, con la supervisione del maestro Giuliano Taviani.
Al termine della proiezione, applausi ed entusiasmo per gli attori protagonisti e, nel globale, per il convincente lavoro di Antonio Ciano e Antonio Pezzano che a breve annunceranno data e luogo della prima nazionale. Un particolare apprezzamento è giunto dall’assessore alla Cultura del Comune di Locri, Domenica Bumbaca, che ha sottolineato il valore educativo e di valorizzazione in funzione storica e antropologica dell’opera: «Sosterremo nei circuiti dedicati al cinema archeologico questo film legato alle nostre radici antiche. Un lavoro che merita di essere divulgato e conosciuto per i contenuti documentali e artistici, il nostro impegno va in questa direzione».
«Si tratta di un film realizzato con pochi mezzi ma con grande cura e passione, con attori professionisti, prestando attenzione ai dettagli. Un’opera corale, che ha visto coinvolti anche tantissimi operatori del mondo cinematografico calabrese. Ora attendiamo di andare nelle sale» dichiara Ciano.
Per Ciano e Pezzano il film rappresenta una nuova tappa di un progetto iniziato con il precedente docufilm “Memorie incantate”, nato da un laboratorio audiovisivo con il coinvolgimento di numerosi partecipanti della Locride. Il lungometraggio di oggi con un cast artistico e tecnico professionale rappresenta il proseguimento di un progetto di valorizzazione della Locride nel segno di Zaleuco, primo legislatore del mondo Occidentale.
«Guardiamo a una prospettiva di più ampio respiro. La prima riguarda la possibilità di promuovere un percorso di valorizzazione e candidatura a Patrimonio UNESCO dei siti ionici della Magna Grecia; la seconda è la proposta di realizzare nell’area della Locride un’Alta Scuola Europea di Tecnica Normativa “Zaleuco”, collegando la figura del legislatore locrese alla storia e all’evoluzione del diritto occidentale. Stiamo lavorando anche a questo» dice Antonio Pezzano.
“L’Agorà perduta” si propone quindi non soltanto come un film sulla storia antica di Locri, ma come uno strumento per interrogarsi sul rapporto tra patrimonio, memoria e futuro di un territorio.
