di Paolo Ficara – Senza fretta ma senza sosta. Col più celebre aforisma di Goethe, si può riassumere l’attività della Reggina con particolare riferimento al calciomercato. Un lavoro iniziato in colpevole ritardo, con la colpa che non riguarda certamente chi ha dovuto attendere i capricci dei precedenti occupanti. Per rilevare un club sommerso dalle voci debitorie, con i campi ridotti ad una savana e con la maggior parte dei calciatori in scadenza.
Al termine di trattative di cui abbiamo dato per primi notizia ad inizio maggio, soltanto a luglio la famiglia Lotito ha rilevato quel che di fatto era un cadavere calcistico. C’è anche da ringraziare chi si è adoperato nel pompare altre presunte trattative per l’acquisizione societaria. Contribuendo ad alimentare giochetti al rialzo ed irrigidimenti di rispettive posizioni.
Oggi la Reggina è un club che sicuramente deve crescere e migliorare, sotto vari aspetti. Ma che ha bene in testa l’obiettivo. Se non si esce dai dilettanti, ogni sforzo sarà vano. Quindi la prima – e da qui a maggio 2027, probabilmente l’unica – missione, è quella di vincere questo maledetto girone I. Vinto al primo colpo da tutte le nobili decadute. Bari, Palermo, Catania. Tutte tranne la Reggina.
Non sappiamo se definire paradossale, surreale o semplicemente ridicolo, il fatto che chi per tre anni ha giustificato l’ingiustificabile, coprendo qualsiasi evidente carenza economica, comunicativa o comunque legata alle più basilari competenze sportive, oggi rimproveri l’attuale società non si sa bene di che cosa.
Sono lontani i tempi in cui la Reggina in Serie A, veniva seguita a Brusson o in qualche altra località posta ai confini settentrionali da stuoli di inviati. Gli operatori dell’informazione partiti da Reggio Calabria per recarsi a Cantalupa, sono zero. E la categoria non suggerisce sicuramente alla Gazzetta dello Sport piuttosto che a Sky, di inviare un corrispondente. Esattamente, a chi avrebbero dovuto fare conferenza o rilasciare interviste il ds Romairone o il mister Marchionni?
Sul Dispaccio siamo riusciti ad anticipare gli arrivi di Lancini e Runza, speriamo anche quello del portiere Madia. Nonché a svelare in anteprima ciò che stuzzica il tifoso, ossia la maggior parte dei nomi degli attaccanti di grido trattati: Volpicelli, Comi, Da Silva, Coda, Sosa. Solo quest’ultimo si è accasato, al Brindisi. Era svincolato. Qualche testata a tiratura nazionale o interregionale, avrà sicuramente fornito anticipazioni. Acquisti come Franchini o Reis, a prescindere dalla rispettiva importanza, sono stati realizzati nel silenzio più totale.
Con l’avvento di Lotito e del suo entourage, è semplicemente salito il livello. E di parecchio. Solo chi è abituato a rapportarsi con i vari addetti ai lavori, rimboccandosi le maniche e sapendo di dover effettuare almeno sette telefonate per arrivare a mezza notizia, può cercare di soddisfare la sete dei tifosi. Chi invece era abituato ad essere imbeccato o imboccato dall’interno, in un contesto non basso ma infimo oltre che basato su commistione e convivialità, oggi si ritrova smarrito.
E frigna. O sbraita.
Ma il penoso livello cui si era ormai abituata la classe giornalistica locale, che definire adeguata alla Serie D sarebbe un enorme complimento, supponiamo non scalfisca minimamente uno come Claudio Lotito. Abituato da svariati lustri alle polemiche romane. Le lamentele dalla sponda calabrese dello Stretto, probabilmente non lo inducono nemmeno a prendere il cotton fioc.
Questo non significa che l’attuale Reggina sia perfetta. Anzi, ribadiamo, bisogna migliorare sotto tanti aspetti. Al “Granillo” ci sono addetti ai lavori che da giorni stanno preparando il campo, per questa amichevole di sabato 22 agosto. Siamo a mercoledì e onestamente ci saremmo aspettati una definizione più rapida.
Ma sulla campagna acquisti, bisogna andare oltre il più intellegibile concetto di malafede per accusare l’attuale proprietà di avere il braccino. Lancini e Franchini sono due elementi di categoria superiore. Abonckelet, Acquadro, Alma e Guida hanno vinto fior di campionati. Fino all’altro giorno veniva esaltata o comunque protetta una dirigenza che per tre anni ha fatto la squadra a chilometro zero. Schierando elementi già pronti per la pensione. E rimasti infatti a casa, o presso le proprie attività commerciali cui erano già dediti.
Sicuramente, anche in questa fattispecie ci sono degli errori. Quello dell’under in porta, sta per essere corretto. Far rescindere Di Grazia per vederlo accasarsi alla Nissa, lo scriviamo prima che sia ufficiale, sarebbe uno sbaglio. Ma non può essere considerata una mancanza, la strategia di attendere le condizioni giuste per prendere il centravanti migliore.
La tifoseria ha capito e ha iniziato, intanto, a rinnovare gli abbonamenti. In tanti autoesiliatisi negli ultimi tempi, attendono l’apertura della seconda fase della campagna. Lotito in un mese ha mandato in tilt i mediocri legati al precedente carro, con tali paraocchi da negare per ben tre anni come le ruote di tale carro fossero tutte sbullonate. Ed è troppo esperto per non sapere che i presidenti capaci di vincere, alla guida della Reggina, sono quelli che non sono mai andati a cena con determinati giornalisti.
