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Rosarno, chiusa la tendopoli di San Ferdinando: al via il nuovo modello di accoglienza per i lavoratori migranti

Una giornata destinata a entrare nella storia quella del 31 luglio 2026, che ha visto la presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, in visita istituzionale a Rosarno per seguire le fasi conclusive della dismissione della tendopoli di San Ferdinando e l’avvio del nuovo modello di accoglienza per i lavoratori migranti negli alloggi realizzati a Rosarno, già definita a Bruxelles “Capitale europea dell’accoglienza”.

Ad accogliere il sottosegretario Mantovano erano presenti, accanto al sindaco di Rosarno Pasquale Cutrì, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l’assessore regionale Pasqualina Straface, il prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, il prefetto Fabio Ciciliano, commissario straordinario del Governo per il superamento degli insediamenti abusivi dei lavoratori migranti, il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, onorevole Francesco Cannizzaro, i sindaci dei Comuni di San Ferdinando e Taurianova, il vicesindaco di Rosarno Teodoro De Maria e la consigliera Emanuela Porretta, oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle istituzioni civili e militari e agli enti coinvolti nel progetto.

Dopo una visita alla tendopoli di San Ferdinando, luogo simbolo per oltre quindici anni delle criticità legate all’accoglienza dei lavoratori stagionali impegnati nella raccolta degli agrumi, dove sono in corso le operazioni di dismissione, la delegazione si è trasferita a Rosarno, nel nuovo complesso abitativo di contrada Serricella, dove sono già stati trasferiti 102 lavoratori migranti regolari, al termine di un lungo percorso di collaborazione tra Governo, Regione, Prefettura e amministrazioni locali.

Gli appartamenti, realizzati con fondi vincolati per garantire condizioni di vita dignitose e servizi adeguati ai migranti, rappresentano una risposta concreta a un fenomeno che per anni ha richiesto interventi straordinari.

Il superamento della tendopoli non rappresenta soltanto la conclusione di un’emergenza, ma l’inizio di un nuovo percorso fondato sulla legalità, sull’inclusione sociale e sulla tutela della dignità dei lavoratori, consentendo di raggiungere un obiettivo considerato fino a pochi anni fa soltanto un’utopia.

Particolare apprezzamento è stato espresso per il lavoro svolto dal Comune di Rosarno, che ha assicurato il coordinamento delle attività amministrative e dei servizi necessari al trasferimento degli ospiti nei nuovi alloggi, garantendo il supporto logistico e operativo durante tutte le fasi dell’intervento: un modello di accoglienza moderno, ordinato e rispettoso dei diritti di ciascuno.

«Con la chiusura definitiva della tendopoli di San Ferdinando e l’ingresso dei lavoratori negli alloggi di Rosarno – ha dichiarato il sindaco Cutrì – si apre una nuova stagione per il territorio, nella quale sicurezza, dignità, integrazione e sviluppo potranno procedere di pari passo, offrendo una risposta stabile a una delle questioni sociali più rilevanti della Calabria.

L’operazione assume un significato ancora più importante poiché non costituisce un atto di puro assistenzialismo, ma prevede che i migranti contribuiscano economicamente al mantenimento dei servizi, assumendo diritti e doveri che rappresentano la base della crescita sociale, della convivenza e della cooperazione tra popoli.

L’amministrazione comunale – ha concluso il sindaco – conferma, altresì, il proprio impegno nella realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica destinati alle famiglie rosarnesi in condizione di bisogno, nella convinzione che le politiche abitative debbano garantire risposte concrete a tutte le fragilità del territorio, senza alimentare alcun tipo di contrapposizione».

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