“Quanti anni deve vivere un uomo prima che gli sia concesso di essere libero, quante volte può un uomo voltare la faccia e fingere di non aver visto… La risposta, amico, è dispersa nel vento” - Bob Dylan – “Blowing in the wind”
HomeCalabriaATERP nel mirino del Codacons: "Cartelle su crediti prescritti, a pagare sono...

ATERP nel mirino del Codacons: “Cartelle su crediti prescritti, a pagare sono i più deboli”

“Esiste un confine invisibile che un’istituzione non può mai permettersi di superare. Un’amministrazione può sbagliare. Può sprofondare nel caos burocratico. Può persino lasciarsi sfuggire crediti milionari per pura pigrizia. Quello che non può fare, mai, è tentare di far pagare il conto della propria incapacità a chi non ha gli strumenti per difendersi. Se le verifiche in corso da parte della Corte dei Conti — nate anche a seguito delle nostre denunce sulla gestione dell’ATERP — dovessero confermare quanto ipotizzato, saremmo di fronte a un meccanismo spietato”.

E’ quanto si legge in una nota del Codacons.

“Per anni l’ATERP lascia marcire i propri crediti nei cassetti. Non sollecita, non incassa, non agisce. Forse per sciatteria… forse per la convenienza politica di non scontentare nessuno. Ma il tempo passa e la legge non aspetta: superati i termini, quei crediti si prescrivono. A quel punto, con lo spauracchio del danno erariale alle porte, scatta la seconda fase dell’operazione: prendere quei ruoli ormai “morti” e scaricarli in blocco ad una società di riscossione. Una spazzata di polvere sotto il tappeto, senza uno straccio di verifica preventiva sull’effettiva esigibilità delle somme. Dal punto di vista strettamente legale, la manovra è di un cinismo raffinato: la prescrizione non cancella d’ufficio il debito dal registro, ma assegna al cittadino il diritto di eccepirla. Inviare cartelle a tappeto significa compiere un ribaltamento perverso: scaricare l’onere della prova e i costi dell’errore burocratico direttamente sulle spalle del contribuente. Ma chi c’è dall’altra parte di quelle richieste? Non ci sono multinazionali con legioni di avvocati o commercialisti di fiducia. Ci sono gli assegnatari degli alloggi popolari ATERP. Anziani che vivono con pensioni minime, malati, famiglie che fanno i salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena. Persone che non sanno decifrare il burocratese e non hanno un euro per pagarsi un legale. Cittadini che, intimoriti, pensano di essere nel torto e pagano. Pagano per paura. Chiedono rateizzazioni per debiti oramai inesistenti. Intaccano i risparmi della pensione pur di non rischiare il pignoramento”.

“Siamo di fronte a una vera e propria estorsione burocratica sulla pelle dei più deboli: non permetteremo che la disorganizzazione e la malasani dell’ATERP vengano pagate con i risparmi di anziani e famiglie disperati. Se l’Ente ha dormito per anni facendo cadere i crediti in prescrizione, oggi non può risvegliarsi bullizzando chi non ha gli strumenti per difendersi» sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Confidare sulla debolezza, sulla paura e sulla disperazione degli ultimi per coprire i buchi di bilancio prodotti dalla propria inefficienza non è semplice cattiva gestione – prosegue Di Lieto – è una macelleria sociale con il timbro della Pubblica Amministrazione.

La politica non può restare a guardare o limitarsi ad aspettare i tempi della magistratura contabile. Deve pretendere verità e fermare immediatamente questa riscossione cieca. Perché nessuna istituzione può fondare la propria sopravvivenza contabile sulla speranza che i cittadini più fragili non sappiano come difendersi. La casa è un diritto, l’ATERP non la trasformi nel bancomat della propria inefficienza. E la politica non faccia finta di niente – conclude il Codacons – chi sceglie e nomina i vertici dell’Ente non può poi lavarsene le mani di fronte allo scempio”.

Articoli Correlati