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Morte del 25enne a Cosenza, il collettivo ‘La Base’: “Si faccia piena luce sulla vicenda”

Si arricchisce di nuove reazioni il dibattito seguito alla morte di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne di origine tunisina e cittadino italiano deceduto a Cosenza dopo essersi lanciato dal balcone della propria abitazione durante una perquisizione dei carabinieri.

A intervenire, con un messaggio pubblicato sui social, è il collettivo “La Base”, che esprime cordoglio e chiede l’accertamento di eventuali responsabilità.

“Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che lascia sconvolti e pieni di rabbia. Mohamed Amin Bessioud aveva una fragilità psicologica profonda, già nota e documentata. È inconcepibile che un ragazzo così vulnerabile sia finito al centro di un intervento drammatico, culminato nel più tragico dei gesti davanti a chi doveva tutelarlo”, si legge nel post.

Nel comunicato, gli attivisti fanno riferimento anche alle dichiarazioni rese dai familiari del giovane, sostenendo la necessità di chiarire ogni aspetto della vicenda.

“La denunce della famiglia tratteggiano un quadro agghiacciante: isolamento, minacce e il dolore di una madre a cui è stato persino impedito di soccorrere il figlio. Non si può morire così, abbandonati dal sistema sociale prima e schiacciati dalla paura poi. Pretendiamo che sia fatta immediata e totale chiarezza su quanto accaduto e su ogni responsabilità. Mohamed meritava ascolto, supporto e protezione, non un epilogo simile. Per lui e per la sua famiglia pretendiamo giustizia”, conclude il collettivo.

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