di Anna Rosa Marrapodi* – Stiamo vivendo una situazione che ha dell’insostenibile e, permettetemi, anche del grottesco.
In queste settimane di caldo torrido riceviamo segnalazioni a raffica da parte di lavoratrici e lavoratori di tantissimi negozi del territorio reggino e, in modo particolare, di quelli ubicati all’interno dei centri commerciali.
Il problema è sempre lo stesso: manca l’aria condizionata, oppure è del tutto insufficiente. La giustificazione che ci viene data è sempre uguale: “si è rotto il motore”, “siamo in attesa del tecnico”.
Ma è davvero credibile che, alle nostre latitudini, con un’estate rovente e lunghissima che conosciamo da sempre, si arrivi impreparati a luglio?
Ricordiamolo: fino a qualche anno fa i centri commerciali e i negozi venivano presi d’assalto proprio per la “gratuità” dell’aria condizionata. I clienti entravano “con la scusa del fresco” e poi acquistavano. Oggi quel servizio non c’è più, ma chi paga le conseguenze sono soprattutto i lavoratori, costretti a 8 ore dentro vetrine e sale vendita che diventano forni.
C’è tutto il tempo, tra una stagione e l’altra, per fare sopralluoghi, manutenzioni e interventi sistematici. Non farlo significa scegliere consapevolmente di non tutelare chi lavora.
E qui arriviamo al punto: è una questione di rispetto, prima di tutto della persona, e poi di legge.
Il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza, è chiaro: i datori di lavoro sono obbligati a garantire un ambiente salubre e condizioni di comfort termico adeguate all’organismo umano e al tipo di lavoro svolto.
La normativa e l’INAIL indicano come temperatura ideale un intervallo tra i 24°C e i 26°C. Lavorare in ambienti con temperature estreme non solo è illegittimo, ma può diventare anche causa di infortunio sul lavoro.
Spesso dietro alla scusa del “guasto” si nasconde invece la volontà di risparmiare sulle bollette o di non gestire il microclima. Una scelta che scarica tutti i costi sulla salute dei dipendenti.
Per questo oggi, come Fisascat CISL, denunciamo pubblicamente questo stato di cose. Chiediamo controlli immediati e sanzioni per chi non si adegua.
E ci rivolgiamo anche alla cittadinanza: unitevi alla nostra protesta. Scegliete consapevolmente dove fare acquisti. Boicottate i negozi e i centri commerciali che non garantiscono condizioni di lavoro dignitose. Un “no” dei clienti è la risposta più forte che possiamo dare insieme.
La salute e la dignità di chi lavora non sono in vendita, nemmeno d’estate.
*Segretario Generale Fisascat CISL Reggio Calabria Città Metropolitana
