«Non posso restare in silenzio di fronte a quanto ascoltato sui social ripreso da un comizio tenutosi a Reggio Calabria. Giuseppe Scopelliti, già sindaco e presidente di Regione condannato in via definitiva a 4 anni e otto mesi per falso in atto pubblico, ha deciso di rompere il ghiaccio in un modo che definire inaccettabile è un eufemismo. Scopelliti si permette il lusso di impartire lezioni di etica e morale. Sì, proprio lui, uno di quelli che ha scritto alcune delle pagine più buie della storia della bellissima Reggio». È quanto dichiara il portavoce regionale di Europa Verde/Avs, Giuseppe Campana.
«”Mi sia consentito di fare una battuta, tanto per rompere un po’ il ghiaccio. Stiamo organizzando i picchetti fuori dai cimiteri di Reggio Calabria perché nella giornata elettorale dobbiamo evitare che i nostri morti vadano a votare Partito Democratico”: queste le parole di Scopelliti, e non posso che trovarle agghiaccianti. Non è solo una questione di cattivo gusto — spiega Campana — ma di memoria storica ferita. Reggio Calabria è stata il primo capoluogo di provincia sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012, proprio a seguito degli anni della sindacatura Scopelliti. Mi colpisce profondamente — prosegue Campana — il fatto che Scopelliti si sia rivolto esplicitamente ai più giovani per annunciare questi “picchetti” organizzati “come si faceva nelle fabbriche un tempo”. Usare la metafora del presidio operaio per evocare il controllo del territorio e dei seggi, in un contesto in cui il rapporto tra politica e criminalità è stato oggetto di anni di indagini della magistratura, è un segnale pericoloso».
«L’ex presidente della Regione definisce poi il passato “vergognoso” che avrebbe “squalificato la città”, lamentando persino un presunto accanimento mediatico contro il centrodestra. Ma la realtà è un’altra — osserva Campana — e cioè che Scopelliti non è un passante o un osservatore esterno: è stato il protagonista assoluto di quella stagione. Sentirlo oggi parlare come se non avesse responsabilità, cercando di derubricare tutto a “semplice battuta”, è un insulto all’intelligenza dei reggini».
«Le parole pesano — conclude Campana — e quelle pronunciate da chi ha avuto massime responsabilità di governo hanno un carico politico che va ben oltre l’ironia da palco. Reggio merita un futuro che non debba più scavare nelle tombe per fare propaganda».
