Il Sistema Bibliotecario Lametino, nell’ambito della rassegna “Il Maggio dei Libri 2026”, ospiterà la presentazione di “Perché ero ragazzo”, il libro scritto da Alaa Faraj e pubblicato da Sellerio Editore. Un appuntamento intenso e carico di significato umano e civile, che porterà a Lamezia Terme una storia che negli ultimi anni ha profondamente colpito l’opinione pubblica italiana.
A discutere con l’autore saranno Alessandra Sciurba, che del libro ha curato anche la postfazione, con S. E. Monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia, Caterina Scaccianoce e Charlie Barnao, entrambi docenti dell’Università di Palermo. L’incontro si terrà presso il Chiostro di San Domenico e sarà moderato da Giorgia Gargano.
“Perché ero ragazzo” raccoglie le lettere che Alaa Faraj ha scritto dal carcere dell’Ucciardone ad Alessandra Sciurba, una delle sue insegnanti nel Polo Penitenziario Universitario palermitano. Lettera dopo lettera, Faraj racconta la storia che lo ha portato, da innocente, a essere considerato uno degli scafisti della cosiddetta “strage di Ferragosto” del 2015, il naufragio in cui morirono quarantanove migranti.
Eppure Alaa Faraj non era uno scafista. Era una giovane promessa del calcio libico partito verso l’Italia insieme ad alcuni amici negli anni dei disordini seguiti alla Primavera araba, con tanti sogni e progetti: continuare a giocare agonisticamente a calcio e iscriversi all’università per studiare Ingegneria. Il suo viaggio si trasformò in un incubo umano e giudiziario, che lo ha costretto a trascorrere dieci anni in carcere pur continuando a protestare la propria innocenza.
Nel corso del tempo, numerose personalità del mondo civile e religioso hanno sostenuto la sua battaglia per la verità, da don Luigi Ciotti al cardinale Matteo Maria Zuppi. Nel dicembre 2025 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, mentre la sua scarcerazione è arrivata il 18 maggio 2025, dopo che la Corte d’Appello di Messina ha accolto la richiesta di revisione del processo.
Quella di Lamezia sarà la prima occasione pubblica nella quale Alaa Faraj parlerà personalmente del libro dopo la sua liberazione; un incontro organizzato mesi fa, che si preannuncia particolarmente emozionante e che offrirà al pubblico un’importante occasione di riflessione sui temi della giustizia, dei diritti umani e della dignità delle persone.
